Cassazione Penale, Ordinanza n. 07577/2025 del 25/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. deducendo un preteso errore di fatto contenuto nella sentenza della Seconda Sezione della Corte di cassazione n. 8322 del 2 febbraio 2024, che aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso contro la sentenza di appello di conferma della condanna per ricettazione. La Corte rileva che il rimedio straordinario è stato in realtà utilizzato per sollecitare una rivalutazione del ricorso originario e della prova: il ricorrente ha infatti cercato di far emergere la propria buona fede nell'acquisto di un motociclo di provenienza furtiva, sostenendo che gli elementi valorizzati dai giudici di merito e di legittimità fossero erroneamente apprezzati. In particolare, la decisione impugnata aveva già evidenziato il prezzo particolarmente basso del motociclo, l'assenza di adempimenti formali necessari al perfezionamento della compravendita, la circostanza che il venditore operasse nel settore degli autoveicoli e dovesse conoscere tali adempimenti, nonché la non trasparenza del bonifico eseguito a favore di un soggetto non proprietario e la fittizietà della causale, elementi incompatibili con la riqualificazione del fatto in favore di una mera incauta acquisto. Il ricorso straordinario è stato quindi ritenuto volto a contestare la ricostruzione fattuale e la valutazione probatoria, attività estranee al sindacato ex art. 625-bis c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario, in procedura de plano, perché proposto fuori dei casi consentiti dall'art. 625-bis, comma 4, c.p.p. Ha ritenuto che le deduzioni del ricorrente non integrassero un errore di fatto decisivo, ma mirassero a una inammissibile rivalutazione del materiale probatorio e della ricostruzione dei fatti già compiuta nei precedenti gradi di giudizio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il ricorso straordinario per errore di fatto è esperibile solo nei casi consentiti dalla norma; non può essere utilizzato per sollecitare una rivalutazione del merito, delle prove o della ricostruzione fattuale già compiuta.
Il sindacato straordinario della Corte è limitato all'errore di fatto decisivo e non si estende a questioni di valutazione probatoria o a censure già estranee al giudizio di legittimità ordinario.
La Corte richiama la mancata possibilità di riqualificare il fatto in incauto acquisto, ritenendo che gli elementi valorizzati escludessero tale diversa qualificazione rispetto alla ricettazione.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto non può essere impiegato come surrogato del ricorso per cassazione per ottenere una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione dei fatti.
- L'errore di fatto rilevante ex art. 625-bis c.p.p. deve essere decisivo e risultare da una svista percettiva della Corte; non è configurabile quando la doglianza investe il modo in cui i giudici hanno apprezzato gli elementi probatori.
- La deduzione di elementi diretti a dimostrare la buona fede dell'imputato nell'acquisto di un bene di provenienza illecita non è ammissibile in sede straordinaria se comporta una revisione del giudizio di merito già definito.
- La presenza di un prezzo anormalmente basso, di modalità non trasparenti di pagamento e di omissioni negli adempimenti formali può escludere la qualificazione del fatto come mero incauto acquisto e sostenere la ricettazione.
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