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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38104/2022 del 10/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione dell'art. 181 d.lgs. n. 42/2004: la difesa ha dedotto che la Corte territoriale, pur avendo dichiarato estinti per prescrizione i reati paesaggistici e edilizi contestati, ha mantenuto le statuizioni accessorie di ordine di demolizione e di remissione in pristino disposte in primo grado. Il ricorrente ha rilevato che, secondo la giurisprudenza di legittimità richiamata (in particolare sentenza n. 9695/2019), tali ordini possono essere impartiti solo con sentenza di condanna e pertanto dovevano essere revocati insieme alla declaratoria di estinzione del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio consolidato secondo cui l'ordine di remissione in pristino previsto dall'art. 181 d.lgs. n. 42/2004 (tutela del paesaggio) e l'ordine di demolizione relativi a reati edilizi possono essere impartiti soltanto con sentenza di condanna; quando il reato è dichiarato estinto per prescrizione la statuizione accessoria deve essere revocata dal giudice dell'impugnazione. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente alla conferma degli ordini di demolizione e di remissione in pristino, che sono stati eliminati. Rimane impregiudicato il potere/ dovere dell'Autorità amministrativa di intervenire autonomamente.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 42 del 2004, art. 181

    L'ordine di remissione in pristino dello stato dei luoghi, previsto dall'art. 181, può essere impartito dal giudice penale soltanto con una sentenza di condanna; se il reato è estinto per prescrizione la statuizione deve essere revocata dal giudice.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 e art. 31, comma 9

    L'ordine di demolizione collegato ai reati edilizi consegue alla sentenza di condanna (art. 44 e art. 31, comma 9, come interpretati dalla giurisprudenza): se il reato è dichiarato estinto per prescrizione la statuizione accessoria di demolizione va revocata.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (es. Sez. 3, n. 31430/2018; Sez. 3, n. 8409/2006; richiamata sent. n. 9695/2019)

    Costante orientamento secondo cui le sanzioni accessorie che hanno carattere penalistico e sono collegate alla condanna devono essere rimosse laddove il reato sia estinto per prescrizione; tuttavia l'autorità amministrativa conserva poteri autonomi di intervento.

Massime di principio

  • Se il reato penale è dichiarato estinto per prescrizione, le statuizioni accessorie penali (es. ordine di demolizione, ordine di remissione in pristino) disposte nella sentenza di primo grado devono essere revocate dal giudice dell'impugnazione, perché tali ordini possono essere impartiti soltanto con sentenza di condanna.
  • La revoca giudiziale delle misure accessorie non impedisce all'Autorità amministrativa di esercitare i propri poteri autonomi e adottare provvedimenti amministrativi o sanzionatori indipendenti dalla vicenda penale.
  • In casi analoghi la difesa deve tempestivamente chiedere in sede di impugnazione la revoca delle statuizioni accessorie quando ottiene la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione o altra causa estintiva; il giudice d'appello o di cassazione può annullare senza rinvio la parte relativa alle misure accessorie.
  • È importante distinguere tra sanzioni strettamente penali accessorie (collegate alla condanna) e obblighi/ordini che trovano base normativa autonoma in capo alla pubblica amministrazione: solo le prime seguono automaticamente l'esito penale.

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