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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3287/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Gorizia che aveva dichiarato estinto per prescrizione l'illecito amministrativo ex art.25-septies, comma 3, d.lgs.231/2001, relativo al reato di cui all'art.590, comma 3, c.p., commesso il 27/06/2014. Il punto controverso riguardava il momento in cui si considera interrotta la prescrizione dell'illecito amministrativo: il Tribunale aveva ritenuto che l'effetto interruttivo si produca solo con la notifica del decreto di rinvio a giudizio entro il termine quinquennale; il Procuratore generale sosteneva invece che l'interruzione opera già con la sola emissione della richiesta di rinvio a giudizio, purché emessa entro il termine prescrizionale (la richiesta era stata emessa il 20/02/2019).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Gorizia. La Corte ha affermato il consolidato orientamento secondo cui, in materia di responsabilità amministrativa degli enti, la richiesta di rinvio a giudizio interrompe la prescrizione per il solo fatto della sua emissione, indipendentemente dalla notificazione, sospendendo il decorso dei termini fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.

Norme richiamate

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 - art. 25-septies, comma 3

    Norma che individua l'illecito amministrativo dell'ente dipendente da specifici reati; richiamata per identificare l'illecito attribuito alla società in relazione al reato commesso dall'amministratore.

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 - art. 22

    Stabilisce il termine di prescrizione dell'illecito amministrativo (quinquennale) e le regole sull'interruzione/sospensione della prescrizione; la Corte interpreta che il termine quinquennale decorre dalla commissione dell'illecito e che l'interruzione opera con l'emissione della richiesta di rinvio a giudizio.

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 - art. 59

    Prevede le modalità di contestazione dell'illecito amministrativo e il legame con il procedimento penale; la Corte ha ritenuto che gli artt. 59 e 22, commi 2 e 4, dispongano che la richiesta di rinvio a giudizio sospende il decorso della prescrizione dal momento della sua emissione.

  • Codice penale - art. 590, comma 3

    Reato presupposto (lesioni personali colpose gravi o gravissime) commesso dall'amministratore; usato per qualificare il reato da cui dipende la responsabilità dell'ente.

  • Legge 29 settembre 2000, n. 300 - art. 11, primo comma, lett. r)

    Citata dalla sentenza di primo grado per richiamare l'applicabilità delle norme del codice civile sull'interruzione della prescrizione; la Cassazione ha però ritenuto superato l'indirizzo che richiedeva la notifica perché prevale l'orientamento secondo cui l'emissione è sufficiente.

Massime di principio

  • Per la responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. 231/2001, la richiesta di rinvio a giudizio interrompe la prescrizione dal momento della sua emissione, indipendentemente dalla notifica.
  • Il termine prescrizionale di riferimento per l'illecito amministrativo dipendente da reato è di cinque anni dalla commissione dell'illecito (art.22 d.lgs.231/2001).
  • L'effetto interruttivo della richiesta di rinvio a giudizio sospende il decorso della prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.
  • In situazioni simili, per valutare l'estinzione per prescrizione occorre verificare la data di emissione della richiesta di rinvio a giudizio (non solo la data di notifica).
  • Per la difesa dell'ente, è fondamentale controllare gli atti processuali relativi all'emissione della richiesta di rinvio a giudizio e la loro tempistica rispetto al termine quinquennale.

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