Cassazione Penale, Sentenza n. 3291/2022 del 31/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per omicidio colposo aggravato per violazione delle norme sulla circolazione stradale a seguito di una svolta a sinistra con mancata precedenza che aveva provocato la collisione con la motocicletta guidata da DONDI Gianluca, deceduto. In cassazione la difesa denunciava vizio di motivazione, sostenendo un'alternativa ricostruzione dei fatti in base alla quale il motociclista avrebbe sorpassato un veicolo fermo e procedeva a velocità eccessiva, costituendo causa esclusiva ed assorbente dell'incidente; inoltre si lamentava che la Corte di appello non avesse dato adeguato riscontro a tale censura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello adeguata e completa. I giudici di merito avevano correttamente accertato, sulla base delle risultanze probatorie (dichiarazioni dei testimoni e reperti tecnici come le tracce di frenata), che la ricostruzione difensiva era infondata. È stato confermato che il concorrente concorso di colpa del motociclista (quantificato al 30% in sede di merito) non interrompeva il nesso causale tra la condotta del ricorrente e l'evento mortale. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e la sentenza di condanna rimane confermata (pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione in grado di appello).
Norme richiamate
art.145 Codice della Strada
La violazione delle norme sulla circolazione stradale integrava la colpa rilevante ai fini dell'omicidio colposo aggravato; la Corte ha richiamato l'articolazione della responsabilità per condotte contrarie alle regole stradali come fonte di responsabilità penale.
art.154 Codice della Strada
III comma lett.b) e I comma lett.a)
L'art.154 impone specifiche cautele per l'esecuzione della svolta a sinistra (accostarsi all'asse della carreggiata, effettuare la svolta in prossimità del centro dell'intersezione e a sinistra; assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio tenendo conto di posizione, distanza e direzione degli altri utenti). La Corte ha interpretato tale norma come vincolo di comportamenti preventivi per evitare interferenze con altri utenti e come parametro per valutare la colpa del conducente che svolta.
Massime di principio
- La condotta di chi svolta a sinistra è soggetta a un obbligo rigoroso di verificare che la manovra possa essere effettuata senza pericolo: il mancato rispetto di tali cautele è elemento di colpa penalmente rilevante.
- Il concorso di colpa della vittima non esclude automaticamente la responsabilità del conducente che aveva l'obbligo di precedenza; può invece ridurre la responsabilità ma non interrompere il nesso causale se l'imprudenza originaria è stata determinante.
- Il principio dell'affidamento negli incroci ha un limite: non è possibile fondarsi su una presunta condotta altrui che non sia prevedibile o confermata dai fatti e dalle risultanze probatorie.
- Elementi tecnici (tracce di frenata, posizione dei veicoli) e testimonianze oculari sono decisivi per valutare la dinamica del sinistro e per ritenere infondate ricostruzioni alternative non supportate da riscontri oggettivi.
- L'eventuale eccessiva velocità del veicolo che aveva la precedenza rientra nella prevedibilità e quindi chi si immette in un incrocio deve tenere conto anche di tale rischio; ciò impone ulteriori cautele al conducente che svolta.
- Le doglianze che ripropongono argomenti già valutati e disattesi in sede di merito richiedono, per essere accolte in Cassazione, la dimostrazione di effettivi vizi di motivazione o di travisamento probatorio, non la mera riproposizione della versione alternativa dei fatti.
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