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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27135/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La ricorrente impugnava per cassazione l'ordinanza del giudice di pace che aveva convalidato il provvedimento del questore con cui le erano state applicate misure accessorie connesse all'espulsione, cioè la consegna volontaria del passaporto, l'obbligo di dimora e l'obbligo di presentazione presso la stazione dei carabinieri. Con il primo motivo deduceva la violazione dell'art. 13, comma 7, d.lgs. 286/1998, sostenendo la nullità non sanabile sia del provvedimento di convalida sia di quello del questore per mancata traduzione degli atti. Con il secondo motivo lamentava l'invalidità derivata del provvedimento questorile, perché dipendente dal decreto prefettizio di espulsione che, secondo la ricorrente, era stato poi annullato dal giudice di pace; da ciò faceva discendere l'illegittimità anche delle misure accessorie adottate fino all'esecuzione dell'espulsione.

La decisione

La Corte ha esaminato congiuntamente i due motivi e li ha ritenuti infondati quanto alla dedotta violazione dell'obbligo di traduzione, osservando che dal contenuto della relata di notifica in italiano emergeva inequivocabilmente la comprensione da parte della destinataria dell'atto notificato, anche perché vi era risultata concordata una modifica dell'orario dell'obbligo di presentazione. La censura sull'invalidità derivata è stata invece dichiarata inammissibile perché formulata in modo generico e senza trascrivere il contenuto del provvedimento di annullamento richiamato. Il ricorso è stato quindi respinto integralmente; nessuna pronuncia sulle spese, per mancata difesa del Ministero. È stato inoltre dato atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • L'obbligo di traduzione degli atti in materia di espulsione non opera in modo meramente formale, ma deve essere apprezzato in concreto alla luce della effettiva comprensione dell'atto da parte del destinatario.
  • La prova della comprensione del contenuto dell'atto può desumersi anche da elementi estrinseci del procedimento notificatorio, purché non specificamente contestati.
  • La doglianza di invalidità derivata richiede una specifica allegazione del contenuto dell'atto presupposto e del suo annullamento; una censura generica è inammissibile.
  • Quando il Ministero intimato non svolge difese, non si provvede sulle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniNotificazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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