Cassazione Penale, Sentenza n. 21893/2023 del 22/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per tentato furto aggravato di un escavatore. Oppido ha contestato la qualificazione del fatto come tentativo sostenendo che il mezzo era privo di componenti essenziali (centralina) e quindi inequivocabilmente inidoneo a essere portato via, ha inoltre censurato la valutazione delle prove (tabulati, testimonianze, uso dell'auto). Pinton ha dedotto l'assenza dell'elemento soggettivo sostenendo che aveva agito credendo di acquistare regolarmente il mezzo (contatti con operatori, organizzazione del trasporto) e ha riproposto argomenti analoghi sulla presunta inidoneità del mezzo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi: quelli dell'Oppido per carenza di specificità su profili fattuali e per manifesta infondatezza sulle questioni giuridiche (richiamando la giurisprudenza secondo cui l'idoneità degli atti va valutata ex ante/ex post rispetto alla situazione conoscibile dall'agente e che l'inidoneità deve essere assoluta e strutturale) e per mancata specificazione delle censure sul trattamento sanzionatorio; quello del Pinton per manifesta infondatezza e per mancata specificità in relazione alla contestata assenza dell'elemento soggettivo. I ricorrenti sono condannati alle spese e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Pronuncia: ricorsi inammissibili.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
fissazione dei limiti di impugnazione in cassazione; i ricorsi sono stati esaminati nei limiti consentiti dall'articolo
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176
norma richiamata per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale
richiamato nel quadro dell'analisi del tentativo e dell'impossibilità del reato: l'inidoneità dell'azione integra reato impossibile solo se assoluta/strutturale
richiamato a confronto con l'art. 49 nell'ambito della valutazione dell'idoneità dell'azione e del tentativo
art. 581, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.
richiesta di indicare ragioni di diritto e elementi di fatto a sostegno delle censure di appello; motivo di appello relativo al trattamento sanzionatorio ritenuto privo della necessaria specificità
consente la condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende per ricorsi dichiarati inammissibili
Massime di principio
- Per configurare il tentativo rileva l'idoneità degli atti a conseguire il reato valutata con una prognosi ex post rispetto alla situazione conoscibile dall'agente: atti apparentemente preparatori possono integrare tentativo se manifestano l'avvio concreto dell'esecuzione e la significatività della probabilità di riuscita
- L'inidoneità del mezzo a consumare il reato esclude il tentativo solo se l'inidoneità è assoluta e strutturale (inesistenza dell'oggetto del reato o inefficacia intrinseca), non per incapacità temporanea o contingente
- La valutazione della prova in sede di merito, specie quando esiste una doppia conforme (prima e seconda grado), è difficilmente sovvertibile in cassazione se i giudici di merito motivano in modo organico; semplici rilievi sui contrasti probatori o ricostruzioni alternative, senza specificità, sono inammissibili
- In cassazione le censure devono essere specifiche sia sui fatti sia sul diritto: ri-proposizioni generiche del merito o asserzioni senza indicazione puntuale delle risultanze che le smentiscono sono dichiarate inammissibili
- La sussistenza di elementi indiziari concordanti (es. dichiarazioni dell'interessato all'acquisto, utilizzo di un veicolo legato all'imputato, tabulati che collocano telefoni in zona) può essere ritenuta sufficiente per affermare la responsabilità in assenza di prove dirette contrarie
- Ricorsi manifestamente infondati o privi di specificità possono comportare condanne alle spese e ordinarie sanzioni (versamento alla Cassa delle ammende)
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