Cassazione Penale, Sentenza n. 23731/2022 del 20/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Accorsi ha impugnato la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione di somme) e bancarotta semplice documentale, deducendo: 1) di essere mero amministratore formale e dunque privo del requisito soggettivo e della responsabilità materiale per la bancarotta distrattiva, poiché la gestione reale era del padre; 2) carenza di motivazione sui profili di responsabilità a suo carico; 3) eccessività della pena ai sensi dell'art. 133 c.p. per il ruolo marginale rivestito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nel resto perché manifestamente infondato, confermando la responsabilità penale di Accorsi per i reati ascritti. Tuttavia ha ritenuto fondato il ricorso limitatamente alla determinazione della durata delle pene accessorie previste dall'art. 216 L.F., annullando la sentenza impugnata solo su quel punto e rinviando alla Corte d'Appello di Perugia per la rinnovata quantificazione delle pene accessorie alla luce della dichiarata illegittimità costituzionale della durata fissa decennale. In sostanza la condanna sostanziale è stata confermata; è stata invece disposta la revisione della misura temporale delle pene accessorie.
Norme richiamate
La previsione di pene accessorie con durata fissa decennale è stata dichiarata incostituzionale; la Corte ha ritenuto necessario riesaminare d'ufficio la durata delle pene accessorie applicate, essendo la norma ormai illegittima ed applicabile ex tunc.
Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'ultimo comma dell'art. 216 L.F. nella parte che prevedeva una durata fissa di dieci anni per le pene accessorie, giustificando la revisione delle pene accessorie nei procedimenti in corso.
art. 136, comma 1 Cost.
Richiamato per affermare l'efficacia ex tunc della declaratoria di incostituzionalità.
art. 30, comma 3 legge costituzionale n. 87/1953
Invocato insieme all'art. 136 Cost. per confermare l'efficacia retroattiva della sentenza di incostituzionalità anche nei processi in corso.
Sentenza Sez. Un. n. 28910 del 28/02/2019 (Rv. 276286)
Principio secondo cui la durata delle pene accessorie, quando non fissa dalla legge ma soggetta a un limite, deve essere determinata in concreto dal giudice in base ai criteri dell'art. 133 c.p., non rapportata automaticamente alla pena principale.
Sentenza Jazouli (Cass. n. 33040 del 26/02/2015, Rv. 264207)
Affermato che l'illegalità della pena derivante da declaratoria di incostituzionalità è rilevabile d'ufficio in Cassazione, anche se il ricorso è inammissibile, salvo ritardo del ricorso.
Criteri di determinazione della pena (commisurazione, personalizzazione); richiamato come parametro che il giudice di merito deve usare nella quantificazione delle pene accessorie rimesse alla sua valutazione.
Richiamato per negare che la durata delle pene accessorie debba essere necessariamente rapportata alla pena principale.
Norma che disciplina la bancarotta semplice documentale; la Corte territoriale ha ritenuto configurabile la responsabilità dell'amministratore anche se mero prestanome per omissione del controllo contabile.
Richiamato per il principio che l'accettazione della carica comporta doveri di vigilanza e controllo, rilevanti per la responsabilità per bancarotta semplice.
Cass. Sez. 5, n. 31885 del 23/06/2009 (Rv. 244497)
Precedente secondo cui l'amministratore, anche se prestanome, può essere responsabilmente punito per bancarotta semplice documentale per omissione del controllo sulla tenuta delle scritture contabili.
Cass. Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013 (Rv. 259142)
Principio per cui la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito; la Cassazione non può rimettere in discussione la congruità della pena se motivata e non arbitraria.
Massime di principio
- Dopo una declaratoria di incostituzionalità la Corte di legittimità può rilevare d'ufficio l'illegalità del trattamento sanzionatorio e disporre la revisione delle pene accessorie anche se il ricorso è altrimenti inammissibile.
- La declaratoria di incostituzionalità si applica ex tunc ai processi in corso: le pene derivanti dalla norma incostituzionale devono essere riviste retroattivamente.
- La quantificazione della durata delle pene accessorie non può essere fatta dalla Cassazione quando richiede valutazioni commisurative di merito; occorre il rinvio al giudice di merito per una nuova determinazione conforme ai criteri dell'art. 133 c.p.
- Il mero ruolo formale di amministratore non esclude automaticamente responsabilità per bancarotta semplice documentale: l'accettazione della carica comporta doveri di vigilanza e controllo la cui omissione può integrare il reato.
- In sede di Cassazione le censure generiche e non confrontate con la motivazione del giudice di merito sono dichiarate inammissibili; la Corte non riesamina i fatti se la valutazione è adeguatamente motivata.
- La determinazione della pena di merito rientra nella discrezionalità del giudice e può essere sindacata in Cassazione solo quando risulti arbitraria o priva di adeguata motivazione.
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