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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34114/2025 del 17/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello deducendo: 1) la tardività della querela, sostenendo che il termine di proposizione dovesse decorrere in modo tale da rendere la denuncia/querela intempestiva; 2) la rinuncia tacita alla querela, assumendo che dal comportamento della persona offesa emergesse una volontà incompatibile con la prosecuzione dell'azione penale; 3) l'insussistenza della configurabilità del reato contestato, indicato nell'ordinanza come art. 367 cod. pen., contestando la valutazione della condotta relativa allo smarrimento di tre tavole di separazione. La Corte di cassazione ha ritenuto che tutti i motivi fossero, in sostanza, una riproposizione di censure già esaminate in appello e che la sentenza impugnata avesse dato risposta logica e giuridicamente corretta alle questioni sollevate, in particolare sul dies a quo della querela, sulla mancanza di fatti incompatibili con la volontà di querelarsi e sulla rilevanza indiziaria della denuncia di smarrimento delle tre tavole.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che il primo motivo riproponeva sostanzialmente una censura di appello già disattesa con motivazione immune da vizi; il secondo era generico, poiché la sentenza impugnata aveva correttamente escluso la ricorrenza di fatti incompatibili con la volontà di querelarsi; il terzo motivo era anch'esso una mera riproposizione del motivo di appello, già respinto in relazione alla configurabilità del reato di cui all'art. 367 cod. pen. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 367 cod. pen.

    La mera prospettazione dello smarrimento di tre tavole di separazione, incompatibile con la casuale rimozione per mero errore, è stata ritenuta di per sé idonea a integrare tracce di un eventuale furto ovvero di una ricettazione, rilevanti ai fini della configurabilità del reato contestato.

  • art. 606 c.p.p.

    Non espressamente citato nel testo, ma il controllo di cassazione è stato condotto in termini di manifesta genericità/riproposizione dei motivi e assenza di vizi logici o giuridici della motivazione impugnata; tuttavia, poiché non è testualmente indicato, non viene assunto come dato certo.

  • Cassa delle ammende

    È stata disposta la condanna della ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre, senza specifiche critiche nuove, motivi già dedotti in appello e già affrontati con motivazione logicamente e giuridicamente congrua dal giudice di merito.
  • La deduzione della tardività della querela deve confrontarsi con la ricostruzione dei rapporti e delle interlocuzioni tra le parti: il termine di proposizione non può essere affermato in astratto, ma va collocato alla luce del complesso delle circostanze valorizzate dal giudice di merito.
  • La rinuncia tacita alla querela non può desumersi in modo apodittico, ma richiede fatti univoci e incompatibili con la volontà della persona offesa di coltivare la tutela penale.
  • Ai fini della configurabilità del reato richiamato dalla sentenza, la denuncia o prospettazione di uno smarrimento che sia incompatibile con una mera rimozione accidentale può essere valorizzata come dato indiziario idoneo a sostenere l'esistenza di tracce di un diverso illecito, quale furto o ricettazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniUso di atto falso
RamiProcesso penaleReati contro la fede pubblica
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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