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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40514/2025 del 16/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna del Tribunale per guida senza patente in stato di recidiva nel biennio, commessa in un comune della provincia di Napoli l'1 luglio 2021. I motivi erano tre: (1) violazione di legge sul riconoscimento della recidiva nel biennio, sostenendo che non vi fosse un precedente illecito definitivamente accertato; (2) violazione di legge per mancata concessione della sospensione condizionale della pena, lamentando l'asserita contraddittorietà tra il diniego del beneficio e il riconoscimento delle attenuanti generiche; (3) violazione di legge e vizio di motivazione sulla determinazione della pena, ritenuta eccessiva rispetto al minimo edittale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non consentito perché riproponeva una censura già esaminata e disattesa dai giudici di merito, i quali avevano accertato che il precedente illecito amministrativo rilevante ai fini della recidiva nel biennio era stato definitivamente accertato. Ha reputato il secondo motivo meramente reiterativo e non fondato, osservando che il giudizio prognostico sulla futura astensione dal reato per la sospensione condizionale è distinto dal diverso apprezzamento relativo alle attenuanti generiche ex art. 133 c.p. Ha infine considerato il terzo motivo non consentito, perché attinente al trattamento sanzionatorio e comunque sorretto da motivazione non illogica: la pena di mesi quattro di arresto era stata giustificata in relazione alla capacità a delinquere desunta dai numerosi precedenti penali. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 116 cod. strada

    La recidiva nel biennio costituisce elemento costitutivo del reato di guida senza patente; ai fini della sua integrazione occorre un precedente illecito amministrativo definitivamente accertato.

  • art. 133 c.p.

    È il parametro richiamato per il giudizio sulle attenuanti generiche e per la valutazione della gravità del reato e della capacità a delinquere ai fini della pena.

  • art. 163 c.p.

    La sospensione condizionale della pena presuppone una prognosi favorevole di futura astensione dal reato, distinta dal giudizio sulle attenuanti generiche.

Massime di principio

  • In tema di guida senza patente, la recidiva nel biennio prevista dall'art. 116 cod. strada richiede che il precedente illecito amministrativo sia stato definitivamente accertato; non basta la sola contestazione del pregresso illecito.
  • Ai fini della recidiva nel biennio possono rilevare anche violazioni amministrative non aventi natura penale, purché siano ormai non più annullabili secondo gli ordinari mezzi di impugnazione.
  • La sospensione condizionale della pena e le circostanze attenuanti generiche poggiano su giudizi diversi: il primo sulla prognosi di non recidivanza, il secondo sui criteri dell'art. 133 c.p.; non vi è contraddizione automatica tra diniego del beneficio e concessione delle attenuanti.
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e la motivazione è sufficiente quando dia conto dei criteri dell'art. 133 c.p. o della gravità del fatto e della capacità a delinquere; una motivazione analitica è necessaria solo per pene molto superiori alla media edittale.
  • In cassazione sono inammissibili le censure che si limitano a riproporre questioni già esaminate e disattese dalla motivazione di merito, se non evidenziano un reale vizio di legge o di motivazione decisivo.

Come è indicizzato

MaterieGuida in stato di ebbrezzaImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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