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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40283/2025 del 16/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che i quattro motivi erano manifestamente infondati e generici in quanto riproducevano le censure già formulate in appello e già confutate dalla sentenza impugnata con motivazione immune da illogicità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità in relazione a una vicenda incentrata su una missiva minatoria indirizzata alla persona offesa e sulla valutazione di contrastanti consulenze tecniche. Dai passaggi richiamati nell'ordinanza emerge che i motivi di ricorso erano quattro e riguardavano, in sostanza, la mancata o diversa valutazione della prova tecnica, l'opportunità di disporre una perizia del professor Sofia a fronte del conflitto tra consulenze di parte, l'attendibilità dei risultati peritali, la rilevanza della circostanza che il ricorrente svolgesse attività lavorativa presso la dimora della persona offesa e il riscontro che tale elemento avrebbe dato alla missiva minatoria, nonché la valutazione della consulenza della dottoressa Recupero, ritenuta superata dalle conclusioni del perito; era inoltre richiamata l'analogia con un precedente procedimento a carico del ricorrente, nel quale era stato ravvisato il medesimo modus operandi. La Corte di cassazione ha ritenuto tali motivi manifestamente infondati e generici perché meramente reiterativi delle doglianze già dedotte in appello e puntualmente disattese con argomentazioni prive di vizi logici.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    È stata applicata la disciplina conseguente alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il ricorso è inammissibile quando i motivi si risolvono nella mera riproposizione delle censure già esaminate e disattese in appello, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La doglianza che investe la valutazione delle prove tecniche non è autosufficiente se non indica concreti profili di illogicità o travisamento della motivazione, non essendo sufficiente contrapporre una diversa lettura del materiale probatorio.
  • La richiesta di una ulteriore perizia non può fondare, da sola, un motivo di ricorso se il giudice di merito ha già spiegato in modo non manifestamente illogico perché abbia ritenuto sufficiente il compendio tecnico acquisito e abbia privilegiato una determinata consulenza.
  • La Corte di cassazione non rivaluta il fatto né il peso attribuito agli indizi o agli elementi di riscontro, potendo sindacare solo la coerenza logica e la completezza della motivazione del giudice di merito.
  • La presenza di elementi fattuali coerenti con il modus operandi già emerso in un precedente procedimento può essere valorizzata dal giudice di merito come riscontro probatorio, e il relativo apprezzamento è sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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