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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8760/2022 del 15/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso avverso il rigetto in esecuzione delle loro istanze dirette alla rideterminazione delle pene inflitte con sentenza irrevocabile, sostenendo che la Corte di cassazione, annullando con riferimento a taluni coimputati per questioni attinenti alla protrazione della partecipazione al sodalizio, avrebbe dovuto estendere gli effetti di tale annullamento anche alle loro posizioni. In particolare contestano che la questione sulla continuità dell\'affiliazione, affrontata dalla Cassazione, non fosse di natura esclusivamente personale e che pertanto potessero beneficiare dell\'effetto estensivo; inoltre lamentano violazione del principio di uguaglianza e del giusto processo (art. 111 Cost.) e discriminazione ai sensi dell\'art. 14 Cedu.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che l\'effetto estensivo dell\'impugnazione (art. 587 c.p.p.) non operi quando il motivo di annullamento riguarda profili esclusivamente personali relativi alla posizione di altri coimputati (es.: persistenza del contributo eziologicamente efficiente o durata della militanza). Poiché Raso e Miccoli non avevano proposto in cassazione motivi riguardanti la protrazione della loro condotta dopo l\'inasprimento sanzionatorio, non potevano in esecuzione avvalersi degli esiti favorevoli conseguiti da altri. La Corte ha quindi respinto i ricorsi, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell\'art. 616 c.p.p., rilevando inoltre l\'assenza di colpa grave nella proposizione del ricorso (richiamo alla sentenza Corte cost. n. 186/2000).

Norme richiamate

  • art. 587 cod. proc. pen.

    "Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l\'impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati"

    Il principio dell\'estensione dell\'impugnazione opera solo per motivi non esclusivamente personali; se la decisione annullata si fonda su ragioni inerenti alla posizione individuale di singoli coimputati, gli altri non possono automaticamente beneficiarne in esecuzione se non hanno sollevato identico motivo in Cassazione.

  • legge 27 maggio 2015, n. 69, art. 5

    La novella ha inasprito la cornice edittale relativa all\'art. 416-bis; la determinazione della norma applicabile richiede l\'accertamento temporale della protrazione della condotta associativa per ciascun imputato (principio tempus regit actum).

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il reato di associazione mafiosa richiede valutazione individuale della partecipazione e del contributo al sodalizio; dalla valutazione della persistenza del contributo dipende la cornice edittale applicabile a ciascun imputato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso senza colpa grave, può essere disposto il pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende; nella fattispecie è stata fissata in Euro 3.000.

  • art. 111 Cost.

    I ricorrenti hanno invocato il principio del giusto processo, ma la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione atteso che i profili decisivi erano di natura personale e già risolti dalla Cassazione per i singoli soggetti.

  • art. 14 Cedu

    La prospettata discriminazione non è stata ritenuta integrata: la differenza di trattamento è giustificata da circostanze fattuali diverse e specifiche per ciascun imputato.

  • Sentenza Corte di cassazione n. 39363 del 18/04/2019

    La Cassazione aveva annullato la decisione di merito con riguardo a taluni coimputati (per esigenze di verifica della persistenza del contributo o della durata della militanza) e aveva disposto il rinvio; quell\'annullamento è stato considerato basato su profili esclusivamente personali che non potevano automaticamente estendersi ai ricorrenti.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per escludere che la proposizione del ricorso sia stata imputabile a colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità; ciò non ha comunque evitato l\'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste.

Massime di principio

  • L\'effetto estensivo dell\'impugnazione (art. 587 c.p.p.) si applica soltanto se il motivo che determina l\'annullamento non è "esclusivamente personale" ma attiene a questioni comuni a più imputati.
  • La determinazione della cornice edittale applicabile per il reato associativo post-riforma (legge n. 69/2015) richiede l\'accertamento, per ciascun imputato, della persistenza temporale e dell\'apporto concreto al sodalizio; questioni di tale natura sono, di regola, personali.
  • Se un imputato non ha sollevato in Cassazione il motivo relativo alla durata o alla persistenza della partecipazione, non potrà poi ottenerne l\'applicazione favorevole in sede esecutiva appellandosi ad annullamenti ottenuti da altri coimputati per ragioni personali.
  • Per ottenere un\'estensione degli effetti di una decisione favorevole ad altri, è opportuno dimostrare che il motivo di annullamento è di natura comune e non riferibile esclusivamente alla posizione individuale dei coimputati; occorre quindi proporre in tempo utile motivi analoghi o dimostrare l\'identità della posizione giuridica e fattuale.
  • Il principio tempus regit actum impone di valutare quale testo normativo fosse applicabile alla luce della durata effettiva della partecipazione: si tratta di un accertamento che, se basato su elementi personali, non opera automaticamente per tutti i membri del gruppo.

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