Cassazione Penale, Sentenza n. 5893/2023 del 13/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Messina del 22/10/2021 che aveva confermato due sentenze di condanna emesse dal Tribunale di Messina per il reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti per uso di sostanze stupefacenti (art. 187 c. 8 Codice della Strada). Il ricorrente censurava: 1) mancato rispetto della sequenza procedimentale (non sarebbero stati effettuati accertamenti preliminari con strumentazione portatile prima di richiedere analisi cliniche ospedaliere); 2) illegittima esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis c.p.); 3) rifiuto del giudice di sostituire la pena con lavoro di pubblica utilità (art. 187 c. 8‑bis c.d.s.); 4) errata applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente (presunto “raddoppio”).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte del ricorso, ritenendo infondati i motivi relativi alla sequenza procedimentale, alla causa di non punibilità e all'applicazione della sospensione della patente. Ha invece accolto il terzo motivo relativo alla richiesta di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità, ritenendo che la Corte territoriale non abbia dato corretta applicazione alla giurisprudenza consolidata (secondo cui non grava sull'imputato l'onere di individuare l'ente/coordinamento per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità). Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente a tale questione e rinviata ad altra Sezione della Corte d'Appello di Messina per nuovo giudizio sul punto; per il resto il ricorso è rigettato.
Norme richiamate
art. 187, comma 8, Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992)
Norma che sanziona il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti volti a verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti. La Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie alla luce degli elementi sintomatici e probatori raccolti dagli operanti.
art. 117, commi 2, 2‑bis, 3, Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992)
Dispone la sequenza di accertamenti; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la mancata preventiva strumentazione portatile non abbia automaticamente invalidato l'intimazione agli accertamenti ospedalieri quando sussistono altri elementi clinico‑osservativi giustificativi.
art. 186, comma 7, Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992)
Norma richiamata per la disciplina della sospensione della patente; la corte territoriale ha motivato l'applicazione della sospensione nei termini previsti e la Cassazione non ha rilevato applicazione indebita del “raddoppio”.
Cause di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha confermato il diniego motivato dalla reiterazione del comportamento in breve lasso di tempo e dal rischio per la pubblica incolumità, escludendo l'occasionalità.
art. 187, comma 8‑bis Codice della Strada (norma sulla sostituzione con lavoro di pubblica utilità)
Prevede la possibilità di sostituire la pena con lavoro di pubblica utilità; la Corte di Cassazione ha ritenuto che il giudice debba valutare la richiesta anche senza che l'imputato indichi l'ente o le modalità, e che la Corte territoriale non abbia correttamente applicato la giurisprudenza in proposito, meritando rinvio.
Giurisprudenza: Sez. 4 n. 12197/2017 (Taglialatela) e altre pronunce richiamate
Principio secondo cui l'intimazione di accertamenti sanitari è legittima solo se sussistono elementi che giustifichino il ragionevole motivo di sospetto; la Corte ha distinto il caso di specie da precedenti in cui mancavano tali elementi e ha ritenuto invece sufficienti gli indizi nel caso concreto.
Giurisprudenza: Sez. 4 n. 36779/2020 (Terzoli) e Sez. 4 n. 37997/2012 (Dossetto)
Consolidata giurisprudenza secondo cui, in caso di richiesta di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità, non grava sull'imputato l'onere di individuare l'ente: è compito del giudice valutare e disporre il beneficio.
Massime di principio
- Il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti per uso di stupefacenti (art. 187 c.d.s.) è configurabile solo se gli operanti dispongono di un ragionevole motivo fondato su elementi sintomatici o probatori che giustifichino l'intimazione: la mancanza di strumentazione portatile non invalida automaticamente la richiesta di accertamenti ospedalieri quando sussistono altri elementi clinico‑osservativi.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis c.p.) è in genere esclusa quando l'illecito è reiterato in breve tempo o quando il comportamento ha potenziale rilevanza per la sicurezza pubblica; l'occasionalità va valutata concretamente.
- In tema di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità, l'onere di individuare l'ente o il programma non grava sull'imputato: il giudice deve valutare la richiesta e predisporre l'eventuale misura secondo la giurisprudenza consolidata.
- Le censure in Cassazione devono confrontarsi puntualmente con le motivazioni dei giudici di merito; argomentazioni generiche o riproposizioni non critiche delle stesse doglianze sono normalmente inammissibili o infondate.
- L'applicazione delle sanzioni accessorie (es. sospensione della patente) richiede esplicita motivazione e corretto richiamo delle norme; il mero richiamo al 'raddoppio' va dimostrato e adeguatamente motivato per essere accolto.
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