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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36987/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia immobiliare relativa a servitù e screzi confinari: i ricorrenti (Polizzi) avevano chiesto la rimozione di una presunta servitù di scarico di acque reflue, la rimozione di condotte apposte sul muro a distanza inferiore a quella legale e il ripristino del piano di calpestio della corte comune alterato a loro danno. I resistenti (Anania e Silvestri) chiesero il rigetto delle domande attoree e, in via riconvenzionale, l'accertamento e la delimitazione di una porzione di terreno (particella 14), il risarcimento per danni (distruzione di un carrello per crollo di una stalla) e la rimozione di infiltrazioni provenienti dal fabbricato attoreo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato l'esistenza di un giudicato esterno: una precedente sentenza della Corte d'appello di Palermo n. 767/2014, riguardante le stesse parti e relativa a domande petitorie degli odierni resistenti, era divenuta irrevocabile e aveva già rigettato le pretese petitorie degli Anania-Silvestri. Ciò ha impedito il riesame delle stesse questioni nel giudizio in esame. In ragione di ciò la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza impugnata (assorbendo i motivi di merito) e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione affinché valuti gli effetti del giudicato esterno e provveda anche sul regolamento delle spese del giudizio. Le questioni di merito sono quindi rinviate per nuovo esame alla corte d'appello.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in uno dei motivi di ricorso dai ricorrenti (contestazione di violazione del principio devolutivo); in generale norma procedurale sulla competenza e devoluzione delle questioni in sede di impugnazione.

  • art. 329 c.p.c.

    Citato dai ricorrenti in sede di censure; norma procedurale richiamata in relazione alla formazione del principio devolutivo e alla determinazione dell'oggetto dell'impugnazione.

  • art. 949 c.c.

    Norma del codice civile concernente le servitù (richiamata rispetto alle doglianze sulla qualificazione e rimozione della servitù di scarico); utilizzata come riferimento per le questioni sostanziali sulle servitù.

  • art. 372 c.p.c.

    Richiamato nel ragionamento sulla documentazione: il divieto di produrre documenti formatisi nel corso del giudizio di merito non ostacola la produzione, in Cassazione, di una sentenza divenuta definitiva dopo la decisione impugnata; la Corte ha quindi ammesso la sentenza passata in giudicato come elemento rilevante.

  • art. 23, co. 8bis, d.l. n. 137/2020, convertito nella l. n. 176/2000

    Norma citata a supporto della decisione di procedere in camera di consiglio senza discussione orale quando non richiesta dalle parti o dal P.G.; disciplina la trattazione non orale in sede di udienza.

  • art. 115 c.p.c.

    Norma relativa alla valutazione della prova e all'apprezzamento dei fatti, richiamata in relazione alle censure sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e sui documenti acquisiti.

  • art. 1158 e 1159 c.c.

    Richiamati in relazione alle doglianze sul presunto acquisto per usucapione dell'area: norme aventi attinenza alla prescrizione acquisitiva e ai relativi requisiti probatori.

  • art. 1102 c.c.

    Richiamato rispetto alla legittimità dell'uso della cosa comune; invocato dai ricorrenti per contestare l'uso fatto dai resistenti dell'area ritenuta comune.

  • l. n. 319/1976

    Norma richiamata dai ricorrenti in relazione a questioni di ordine pubblico o regolamentazione tecnica connessa alle opere idrauliche; qui evocata in riferimento ai limiti d'uso e obblighi relativi ad acque e scarichi.

  • S.U. n. 13916/2006 (giurisprudenza della Corte di Cassazione)

    Principio giurisprudenziale richiamato: quando tra le stesse parti un giudizio definitivo ha accertato una situazione giuridica o fattuale essenziale, tale accertamento (giudicato esterno) preclude il riesame dello stesso punto in successivi giudizi concernenti il medesimo rapporto giuridico.

Massime di principio

  • Se tra le stesse parti esiste una sentenza passata in giudicato che ha deciso questioni fondamentali relative allo stesso rapporto giuridico, quella decisione (giudicato esterno) impedisce il riesame delle stesse questioni in un diverso procedimento.
  • In Cassazione è ammissibile produrre una sentenza divenuta definitiva anche se tale sentenza si è formata dopo la decisione impugnata: l'art. 372 c.p.c. non osta all'impiego del giudicato esterno formato successivamente.
  • Quando il giudicato esterno confligge con la sentenza impugnata, la Cassazione può cassare la decisione e rinviare la causa alla corte di merito per riesaminare la controversia alla luce del giudicato.
  • Le doglianze relative all'acquisizione di documenti da parte del consulente tecnico d'ufficio (CTU) e alla loro utilizzabilità vanno valutate dal giudice del rinvio: la Cassazione può assorbire i motivi sostanziali se il giudicato esterno rende inidoneo il riesame nel merito.
  • Nel processo civile la regola del contraddittorio e della produzione documentale è temperata dalla rilevanza del giudicato: l'esistenza di valutazioni definitive tra le stesse parti prevale e può mutare l'esito del giudizio pendente.
  • La Corte del rinvio dovrà anche provvedere sul regolamento delle spese del giudizio alla luce del nuovo quadro (esistenza del giudicato esterno) e delle risultanze che emergeranno in sede di nuovo esame.

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