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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38835/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 11/04/2024 che ha revocato una precedente concessione di detenzione domiciliare e ha negato l'affidamento in prova al servizio sociale (con dichiarazione di inammissibilità della richiesta di detenzione domiciliare, per effetto di un cumulo che porta la pena complessiva a 2 anni e 4 mesi). Il ricorrente, tramite due motivi: (1) censura la valutazione del Tribunale in relazione agli artt. 4-bis e 47 Ord.pen., sostenendo che i procedimenti pendenti per reati patrimoniali non sono ostativi e che non è stato adeguatamente valutato l'avvio di una revisione critica della propria condotta né la buona condotta tenuta in libertà; (2) censura la mancata acquisizione di una relazione aggiornata dell'equipe carceraria (richiamando artt. 666 e 678 c.p.p., art.13 e art.47 Ord.pen.), ritenendola obbligatoria per valutare la prognosi di risocializzazione, e lamenta che non sia stato considerato il suo attaccamento familiare, l'assenza di nuove denunce significative e la possibilità di svolgere attività di volontariato o lavoro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile come generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse motivatamente valutato la pericolosità sociale del ricorrente sulla base di pregressi penali e di numerosi procedimenti pendenti e segnalazioni fino al 2023 (tra cui reati commessi fino al 2022 e una falsa testimonianza del 01/02/2023), nonché della mancanza di lavoro o di attività di pubblica utilità. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia allegato elementi concreti idonei a provare l'avvio di un percorso di revisione critica né indicato quali contenuti positivi avrebbe apportato una relazione aggiornata. Ha confermato il principio per cui la relazione sull'osservazione è di regola acquisita d'ufficio ma può essere omessa se il materiale documentale già prodotto è sufficiente a dimostrare l'inidoneità della misura. Condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 4-bis Ord. pen.

    Richiamato dal ricorrente in ordine a possibili cause ostative alle misure alternative; la Corte prende atto della normativa ma evidenzia che l'ostatività rileva in presenza di specifici presupposti (es. collegamenti a fenomeni associativi), circostanza non contestata e non provata nel caso.

  • art. 47 Ord. pen.

    Norma che disciplina i criteri per la concessione delle misure alternative (occorre valutare la revisione critica della personalità e l'evoluzione della condotta). La Corte rileva che il Tribunale ha applicato correttamente il principio richiedendo elementi concreti dell'avvio di un processo di revisione critica e valutando la condotta recente del ricorrente.

  • art. 13 Ord. pen.

    Rilevante in relazione ai presupposti delle misure alternative; interpretato come richiedente valutazione delle condizioni personali e sociali del condannato ai fini della concessione della misura.

  • artt. 666 e 678 cod. proc. pen.

    Norme processuali relative all'acquisizione di atti e relazioni dell'osservazione; la Corte ricorda l'obbligo in capo al Tribunale di acquisire la relazione sull'osservazione salvo che l'acquisizione sia superflua perché il materiale documentale è già sufficientemente probante.

  • Sentenza Corte costituzionale 13/06/2000 n.186

    Principio richiamato in relazione all'applicazione delle somme a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, giustificando l'irrogazione della sanzione pecuniaria in mancanza di elementi che escludano colpa nella proposizione del ricorso.

  • Giurisprudenza Cassazione (Sez. 1, n. 8319/2015 e n. 316/2018)

    Richiamate per il principio secondo cui il tribunale di sorveglianza ha l'onere di acquisire la relazione di osservazione ma può ometterla se le risultanze documentali in atti sono già così evidenti da non richiedere approfondimenti.

Massime di principio

  • La semplice pendenza di procedimenti per reati patrimoniali non è automaticamente ostativa alle misure alternative, ma la loro rilevanza aumenta se si tratta di fatti recenti e ripetuti che documentano la persistenza di comportamenti antisociali.
  • Per ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale è utile allegare e provare, con elementi concreti, l'avvio di un percorso di revisione critica (anche se non necessariamente completato) e ogni attività concreta di risocializzazione (volontariato, lavoro, programmi riabilitativi).
  • Il tribunale di sorveglianza deve acquisire la relazione di osservazione dell'istituto, ma può ritenere superflua tale acquisizione se il corredo documentale già in atti dimostra in modo chiaro l'inidoneità della misura; il ricorrente deve dunque indicare specificamente quali elementi ulteriori la relazione potrebbe contenere.
  • Le argomentazioni generiche e non supportate da prove documentali o circostanze concrete sono destinate a determinare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
  • La mancanza di un lavoro è un elemento valutato negativamente se non compensata da attività documentate di pubblica utilità o da iniziative concrete di reinserimento; occorre dimostrare impegno effettivo nella ricerca di lavoro o svolgimento di attività utili.
  • Quando si impugna il diniego di una misura alternativa è essenziale confrontarsi puntualmente con la motivazione del giudice di merito e indicare quali elementi nuovi o erroneamente valutati giustificherebbero una decisione diversa.

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