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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27776/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale, quale giudice dell'esecuzione, che aveva riconosciuto la continuazione solo tra due delle quattro sentenze indicate nella richiesta, negandola invece per le altre due. Il Tribunale aveva ritenuto che due sentenze fossero accomunate dal medesimo sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, dalla identità di indole dei reati, dalla medesimezza delle condotte e dalla finalizzazione al medesimo programma criminoso; aveva invece escluso la continuazione per una sentenza relativa a fatti di detenzione e traffico di stupefacenti, per la distanza temporale rispetto agli altri episodi, e per un'altra sentenza avente ad oggetto false dichiarazioni nell'istanza di ammissione al gratuito patrocinio, ritenuta eterogenea e finalizzata a un beneficio economico, quindi a un fine diverso. Nel ricorso si sosteneva, in sostanza, che anche la sentenza n. 66/18 dovesse essere ricondotta al medesimo disegno criminoso, valorizzando identità della tipologia dei reati, modalità esecutive e finalità, e si chiedeva l'annullamento parziale dell'ordinanza per il mancato riconoscimento della continuazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse svolto un apprezzamento di merito lineare e congruo sulla sussistenza o meno del medesimo disegno criminoso, valorizzando gli indici rilevanti e spiegando in modo non illogico perché la sentenza n. 66/18 non potesse essere ricondotta alla continuazione e perché l'altra sentenza fosse del tutto eterogenea rispetto al programma criminoso unitario. Le censure del ricorrente sono state qualificate come meramente confutative e dirette a proporre una diversa lettura degli elementi già esaminati, senza evidenziare violazioni di legge o vizi motivazionali. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    La continuazione richiede che l'agente si sia previamente rappresentato e abbia unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta un generico programma di vita delinquenziale o una propensione alla devianza. Occorre che i successivi reati fossero programmati almeno nelle loro linee essenziali al momento del primo reato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, se non vi sono elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione esige la prova di un originario e unitario disegno criminoso, non riducibile alla mera abitualità criminosa o alla generica inclinazione a delinquere.
  • Ai fini della continuazione, la valutazione deve fondarsi su indici concreti quali omogeneità dei reati, contiguità temporale e spaziale, modalità della condotta, causali, sistematicità e partecipazione dei medesimi soggetti, ma tali indici non devono necessariamente ricorrere tutti insieme.
  • Quando il giudice di merito motiva in modo congruo e non manifestamente illogico sull'assenza del medesimo disegno criminoso, la Cassazione non può sostituire la propria lettura degli elementi di fatto a quella del giudice dell'esecuzione.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile se si limita a contrapporre una diversa valutazione delle circostanze già esaminate, senza denunciare specifici vizi di legittimità.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, in assenza di elementi per escludere la colpa del ricorrente, segue la condanna al pagamento delle spese e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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