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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51594/2023 del 29/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Potenza che aveva confermato la condanna per furto aggravato di energia elettrica. I motivi principali: (1) censura sull'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 625 n.7 cod. pen. (fatto su cosa esposta alla pubblica fede), sostenendo che quando il furto è realizzato tramite allaccio abusivo la fattispecie andrebbe qualificata diversamente in base a giurisprudenza contrastante; (2) dedotta mancanza della condizione di procedibilità a querela alla luce della modifica normativa (art. 624 comma 3 novellato), con richiesta di proscioglimento per difetto di procedibilità; (3) richiesta di applicazione di cui all'art. 131-bis cod. pen. (riduzione della pena) ostacolata dall'attribuzione di plurime aggravanti e dai limiti edittali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la decisione di merito. Ha ritenuto corretta la ricostruzione fattuale che ha accertato l'allaccio diretto alla rete di distribuzione a monte del misuratore (cavo tranciato e bypass), con conseguente applicabilità dell'aggravante di cui all'art. 625 comma 1 n.7 cod. pen. (cosa esposta alla pubblica fede). Ha respinto il profilo relativo alla procedibilità in quanto in atti risultava la querela dell'intestatario dell'utenza e, comunque, la sopravvenuta modifica normativa non poteva avere rilievo quando il ricorso è inammissibile. Ha escluso la possibilità di applicare l'istituto di cui all'art. 131-bis per i limiti edittali determinati dalla qualificazione come furto pluriaggravato. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Quando il furto di energia elettrica è realizzato mediante allaccio diretto alla rete di distribuzione (a monte del contatore) l'aggravante di cui all'art. 625 n.7 cod. pen. tende ad applicarsi perché i cavi esterni e l'energia in transito sono considerati esposti alla pubblica fede.
  • Se il furto è realizzato mediante manomissione del proprio contatore il quadro fattuale può portare a non applicare l'aggravante per cosa esposta alla pubblica fede, essendo diversa la natura dell'accesso al bene (uso del contatore posto a servizio dell'autore).
  • La verifica della condizione di procedibilità (querela) deve essere svolta sullo stato degli atti: la sopravvenienza normativa che modifica la procedibilità non può essere invocata per sanare un ricorso già inammissibile per altri motivi processuali.
  • L'applicazione di misure alternative o di riti speciali che riducono la pena (es. art. 131-bis) è preclusa quando, per la qualificazione del reato con aggravanti, la pena prevista eccede i limiti edittali che consentono tali istituti.
  • In fase di inquadramento del reato è importante specificare chiaramente la modalità di sottrazione dell'energia (allaccio alla rete vs manomissione del contatore) perché ciò incide sulla configurabilità dell'aggravante e sulle conseguenze processuali e sanzionatorie.
  • La parte offesa o l'intestatario dell'utenza possono legittimarsi a proporre querela anche in presenza di posizioni di fatto, per cui l'assenza apparente di un titolo formale non sempre determina l'improcedibilità dell'azione.

Testo integrale

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