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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19217/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Roma del 22/05/2025 deducendo un unico motivo: la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. In fatto, dalla motivazione emerge che la condotta contestata consisteva nell'ostacolare la sorveglianza carceraria, posta in essere in un contesto penitenziario; il giudice di merito aveva escluso la particolare tenuità valorizzando la personalità dell'imputato, il luogo di commissione del fatto e lo scopo illecito perseguito. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che tali elementi non fossero stati correttamente apprezzati ai fini dell'applicazione dell'istituto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato l'unico motivo di ricorso. Ha affermato che la Corte territoriale ha motivato in modo congruo, senza vizi logici, l'esclusione della particolare tenuità del fatto, facendo leva su elementi ritenuti rilevanti ai sensi dell'art. 133 c.p. e non essendo necessario esaminare tutti i parametri astrattamente previsti dall'art. 131-bis c.p. Poiché la valutazione sulla tenuità del fatto è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito ed è censurabile solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione, e tali vizi non ricorrevano, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della gravità concreta della condotta e dell'esiguità dell'offesa; il giudice può fondarsi sugli elementi ritenuti rilevanti, purché motivi in modo non meramente apparente.

  • art. 133 c.p.

    I criteri di commisurazione della pena costituiscono il parametro di riferimento per apprezzare la gravità del fatto ai fini dell'art. 131-bis c.p.; la loro applicazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito.

  • art. 606 c.p.p.

    La decisione richiama, in via implicita, il limite del sindacato di legittimità sulla motivazione, ammesso solo in presenza di mancanza o manifesta illogicità.

  • Cassa delle ammende

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini della particolare tenuità del fatto non è necessario che il giudice dia conto analiticamente di tutti gli indici previsti dalla legge, essendo sufficiente una motivazione che individui gli elementi ritenuti decisivi per escludere l'esiguità dell'offesa.
  • La valutazione sulla configurabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. deve essere effettuata alla luce dei criteri di cui all'art. 133 c.p. e appartiene al merito; in cassazione è censurabile solo se la motivazione manca o è manifestamente illogica.
  • Non è sindacabile in sede di legittimità una decisione di merito che escluda la particolare tenuità del fatto valorizzando la personalità dell'agente, il contesto del fatto e lo scopo illecito della condotta, quando tali elementi siano logicamente correlati alla gravità concreta del reato.
  • La motivazione sulla particolare tenuità non può ridursi a formule generiche o clausole di stile, ma deve dare conto delle concrete modalità estrinseche del comportamento incriminato e del conseguente bisogno di pena.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilità
RamiParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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