Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 12503/2025 del 11/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (erede)

La controversia

La controversia nasce da una domanda proposta da una figlia del defunto, dichiaratasi erede, contro la vedova e un altro figlio del de cuius, per ottenere: ricostruzione dell'asse ereditario; accertamento della lesione della propria quota di legittima derivante da disposizioni testamentarie e da asserite donazioni dirette e indirette in favore dei convenuti; riduzione delle disposizioni lesive; divisione del patrimonio relitto e rendiconto dei frutti percepiti dai convenuti. Il Tribunale e poi la Corte d'appello hanno rigettato le domande ritenendo non provata la qualità di erede necessario, la consistenza del patrimonio ereditario, la misura della legittima e della relativa lesione. In Cassazione la ricorrente deduce, con il primo motivo, violazione degli artt. 115 c.p.c. e 2697 c.c., sostenendo che la propria qualità di erede non fosse stata contestata dalle controparti e dunque non richiedesse ulteriore prova; con il secondo motivo lamenta violazione degli artt. 556 e 557 c.c., 2697 c.c. e 183 c.p.c., sostenendo che la domanda di riduzione non richieda, a pena di rigetto, l'esatta quantificazione monetaria della massa ereditaria e della lesione, essendo sufficiente una rappresentazione patrimoniale idonea a rendere verosimile la lesione; con il terzo motivo contesta l'assorbimento della domanda di divisione ex art. 713 c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo, dichiarando assorbito il terzo. Ha rilevato, quanto alla qualità di erede, che l'onere probatorio viene meno quando la controparte non la contesti tempestivamente dopo avere accettato il contraddittorio senza contestazioni sul punto. Quanto all'azione di riduzione, ha affermato che non è necessario indicare nell'atto introduttivo l'entità monetaria esatta della lesione: è sufficiente una allegazione patrimoniale complessivamente idonea a rendere verosimile la lesione della quota di riserva, anche tramite elementi presuntivi; inoltre, l'omessa indicazione di tutti i beni relitti o di tutte le donazioni non preclude la decisione se tali elementi emergono dagli atti o sono oggetto di contestazione, dovendo il giudice procedere alle operazioni di riunione fittizia nei limiti delle preclusioni processuali. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro in diversa composizione, che dovrà riesaminare la domanda e provvedere anche sulle spese dell'intero processo.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato per censurare la valutazione della prova e la ritenuta necessità di dimostrare una qualità di erede non contestata tempestivamente

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell'onere della prova; la Corte afferma che l'onere probatorio sulla qualità di erede viene meno se la controparte non la contesta tempestivamente e che, nell'azione di riduzione, l'onere di allegazione e prova è meno gravoso di quanto ritenuto dalla corte territoriale

  • art. 556 c.c.

    richiamato per l'azione di riduzione e per la determinazione della massa ereditaria e della quota di riserva

  • art. 557 c.c.

    richiamato insieme all'art. 556 c.c. nel contesto dell'azione di riduzione

  • art. 183, sesto comma, c.p.c.

    richiamato in relazione alle memorie istruttorie e alla possibilità di integrare le allegazioni nei limiti delle preclusioni

  • art. 713 c.c.

    richiamato dal terzo motivo sulla domanda di divisione ereditaria, poi dichiarato assorbito

  • art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.

    indicata come norma di ricorso per il primo motivo

  • art. 360, primo comma, nn. 3 e 4 c.p.c.

    indicata come norma di ricorso per il secondo motivo

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    indicata come norma di ricorso per il terzo motivo

Massime di principio

  • Nell'azione proposta da chi agisca in qualità di erede, l'onere di provare tale qualità viene meno se la controparte non la contesta tempestivamente dopo aver accettato il contraddittorio senza riserve sul punto.
  • In tema di azione di riduzione, non è indispensabile che l'attore indichi sin dall'atto introduttivo l'esatta quantificazione monetaria della lesione di legittima: è sufficiente una rappresentazione patrimoniale complessiva idonea a rendere verosimile la lesione, anche mediante elementi presuntivi.
  • L'omessa indicazione iniziale di alcuni beni relitti o di alcune donazioni non comporta automaticamente il rigetto della domanda di riduzione, se l'esistenza di tali elementi emerge dagli atti di causa o è oggetto di specifica contestazione; il giudice deve procedere alla riunione fittizia e alla verifica della lesione nei limiti delle preclusioni processuali.
  • Il rigetto della domanda di riduzione non può fondarsi sul solo rilievo che l'attore abbia omesso di indicare tutti i componenti dell'asse o l'esatto ammontare della lesione, quando la domanda sia comunque sorretta da una sufficiente allegazione dei fatti costitutivi della lesione di legittima.

Come è indicizzato

MaterieTutela dei legittimariDivisione ereditariaProveImpugnazioni
RamiSuccessioniProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.