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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18863/2025 del 20/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli (11/11/2024) che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato indicato al capo B (reati connessi art. 110 e 734 c.p.) e rideterminato la pena per il capo A (art. 110, 624, 625 n.2 e n.7 c.p.). I motivi di cassazione contestavano: 1) utilizzabilità delle dichiarazioni rese agli operanti senza assistenza difensiva (presunta violazione delle garanzie dell'interrogatorio); 2) utilizzabilità di una segnalazione telefonica non verbalizzata; 3) carenza di prova riguardo all'aggravante di violenza sulle cose (art. 625 n.2 c.p.); 4) omissione di motivazione sulla richiesta di concessione del beneficio della non menzione della condanna ex art. 175 c.p.; per Carolina, analoghe censure più specifiche anche sulla mancata valutazione della memoria difensiva ex art. 415 bis c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi limitatamente al motivo relativo all'omessa motivazione circa la concessione del beneficio della non menzione della condanna (art. 175 c.p.), annullando la sentenza impugnata nella parte relativa a tale valutazione e rinviando la questione; ha invece rigettato o dichiarato inammissibili gli altri motivi. In particolare, la Corte ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni spontanee e l'informativa acquisita con il consenso delle parti, ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici di merito sull'aggravante di cui all'art. 625 n.2 c.p. in relazione al taglio di alberi, e ha escluso nullità per mancata verbalizzazione degli atti della polizia giudiziaria. L'annullamento ha riguardato solo la mancata, motivata valutazione della richiesta di non menzione nel certificato del casellario; sugli altri profili la sentenza è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. pen.

    Il beneficio della non menzione richiede una valutazione discrezionale del giudice sulla base delle circostanze di cui all'art. 133 c.p.; l'omessa risposta alla richiesta costituisce vizio di motivazione e giustifica annullamento con rinvio salvo che gli elementi di fatto siano tali da consentire la decisione in sede di legittimità

  • art. 625 n.2 cod. pen.

    L'aggravante della violenza sulle cose è configurabile nel furto di alberi quando vi è abbattimento o recisione di parti infisse al suolo o sezionamento che rende il bene inutilizzabile per la destinazione programmata; il taglio prematuro di piante soggette a vincolo forestale configura la stessa aggravante

  • art. 624 cod. pen.

    Norma base sul reato di furto; impiegata per la qualificazione del fatto (capo A)

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso tra persone nel reato, citato in riferimento alla formulazione dei capi di imputazione

  • art. 734 cod. pen.

    Norma relativa a specifiche violazioni (capo B): nel caso di specie i fatti ricadenti sotto capo B sono stati dichiarati estinti per prescrizione dalla corte d'appello

  • art. 606, comma 1, lett. C ed E cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato tali censure e dichiarato inammissibili o infondate molte delle eccezioni processuali sollevate dagli imputati

  • art. 350, 351, 357 comma 2 cod. proc. pen.

    Prevedono la verbalizzazione degli atti di indagine e le garanzie procedurali; la Corte ha precisato che l'inosservanza della verbalizzazione non è sanzionata automaticamente con nullità o inutilizzabilità e che le informazioni acquisite con il consenso delle parti sono utilizzabili

  • art. 62 cod. proc. pen.

    Il divieto di utilizzare dichiarazioni rese dall'indagato non impedisce l'utilizzabilità, in dibattimento, di fatti storici e condotte materialmente osservate e descritte dagli operanti; le dichiarazioni spontanee possono essere valorizzate ove descrivano condotte direttamente riscontrabili

  • art. 503 comma 3 cod. proc. pen.

    Disciplina i limiti di utilizzabilità delle dichiarazioni contenute in atti esterni; richiamata per distinzione rispetto al caso in cui l'atto è stato acquisito con consenso delle parti

  • art. 182 cod. proc. pen.

    Stabilisce i termini e le modalità di deducibilità delle eccezioni processuali: l'inutilizzabilità di atti prodotti dal pubblico ministero deve essere eccepita tempestivamente, pena l'inammissibilità

  • art. 620 comma 1 lett. I cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di cassazione poteri decisori nei casi previsti; la Corte può, in casi limitati e quando non occorrano accertamenti di fatto, decidere direttamente su benefici (es. non menzione) ma qui ha ritenuto necessari ulteriori accertamenti di merito

  • art. 415 bis cod. proc. pen.

    Regola l'interrogatorio dell'imputato in fase delle indagini; la mancata valutazione di una memoria difensiva depositata in tale sede non comporta automaticamente nullità, salvo che la memoria non contenga elementi nuovi e rilevanti non considerati

Massime di principio

  • Le dichiarazioni spontanee rese all'immediato dagli imputati possono essere utilizzate in dibattimento, soprattutto se l'atto che le contiene è stato acquisito al fascicolo con il consenso delle parti; l'obiezione di inutilizzabilità va sollevata tempestivamente
  • L'assenza di verbalizzazione formale degli atti della polizia giudiziaria non comporta automaticamente nullità o inutilizzabilità: la regola non è sanzionata pedissequamente e i contenuti possono essere valutati se acquisiti regolarmente
  • L'aggravante per 'violenza sulle cose' (art. 625 n.2 c.p.) è applicabile nel furto di alberi quando il taglio o il sezionamento altera la destinazione d'uso o rende il bene inutilizzabile; elementi indiziari convergenti (segnalazione, ritrovamento di motosega, carrello con legna) possono ritenersi sufficienti dai giudici di merito
  • La mancata motivazione su una specifica richiesta difensiva (es. non menzione ex art. 175 c.p.) integra un vizio di motivazione e giustifica l'annullamento della decisione su quel punto; la Cassazione può talvolta decidere direttamente se gli elementi di fatto sono pacifici, altrimenti rinvia
  • L'omessa valutazione di memorie difensive non produce automaticamente l'annullamento: occorre dimostrare che la mancata considerazione incide concretamente sulla completezza o razionalità del percorso argomentativo del giudice di merito

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