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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14982/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per il reato di cui all'art. 73 T.U. stupefacenti. Il ricorrente deduceva manifesta illogicità della motivazione sulle esigenze cautelari: sostenuta episodicità e lontananza temporale dei contatti telefonici con un coindagato (aprile, giugno e agosto 2020), interrotti nell'agosto 2020; assenza di elementi che provassero contatti continuativi o attuali con la criminalità organizzata; argomentava che il tempo trascorso affievolisce le esigenze cautelari e che non risultava concreto e attuale il pericolo di recidiva, chiedendo l'annullamento dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il ricorso riproponesse le stesse argomentazioni del riesame senza dedurne profili specifici di legittimità e che l'ordinanza impugnata contenesse una motivazione adeguata, logica e priva di vizi: dalle intercettazioni e dai servizi emergeva una stabile attività di spaccio e frequenti contatti con Buffardeci Cristian (fornitore di armi e stupefacenti), nonché precedenti specifici dell'indagato. È stata quindi confermata la necessità della custodia in carcere come unica misura idonea a recidere il rischio di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende; il provvedimento dispone anche la trasmissione di copia al Direttore competente.

Norme richiamate

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma del codice penale sostanziale rilevante per l'imputazione (traffico/spaccio di stupefacenti); la Corte dà per non contestata la gravità del titolo di reato come contesto della valutazione cautelare.

  • art. 274, comma 1, lett. b) e c) c.p.p. (modificato dalla legge n. 47/2015)

    Il giudice cautelare può valutare, oltre alla gravità del reato, la concreta condotta e le circostanze per formare una prognosi sul rischio di recidiva o fuga; la Corte sottolinea che modalità e circostanze di fatto restano elementi imprescindibili per la previsione di probabile reiterazione.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Limiti procedurali al ricorso in Cassazione: richiede motivazione nei limiti necessari per la decisione; la Corte ha ritenuto il ricorso generico perché riproponeva i medesimi argomenti del riesame senza specifici profili di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per la comminazione della somma a favore della Cassa delle ammende a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulle misure cautelari è limitato al controllo di legittimità: verifica l'adeguatezza, congruità e coerenza logica della motivazione, ma non può riconsiderare liberamente il merito probatorio o sostituirsi al giudice del riesame.
  • La distanza temporale tra i fatti contestati e la misura cautelare non esclude automaticamente la sussistenza delle esigenze cautelari; il giudice valuta la persistenza del pericolo di reiterazione alla luce di condotte, intercettazioni, rapporti continuativi e precedenti penali.
  • La prova di contatti continuativi e di un rapporto stabile con fornitori di stupefacenti può giustificare la custodia in carcere quando la loro sussistenza e la gravità della condotta rendono inefficaci misure meno afflittive.
  • Per ottenere l'annullamento di una misura cautelare in sede di legittimità è necessario indicare vizi specifici di diritto o logici nella motivazione del provvedimento impugnato; mere riproposizioni di fatti o valutazioni alternative sono insufficienti.
  • La richiesta di misure meno afflittive deve essere sorretta da argomentazioni concrete sulla loro idoneità a impedire la reiterazione; non basta l'affermazione generica che esistano alternative meno gravose.

Testo integrale

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