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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14961/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna (Tribunale di Chieti e Corte d'Appello di L'Aquila) per reati connessi alla rimozione di sigilli e alla contraffazione di marchi (artt. 81, 110, 349 e 473 c.p.), denunziando: omissione di adeguata motivazione della Corte d'appello; eccessiva e tout court adesione alle dichiarazioni accusatorie del coimputato Vrasneag senza verificarne compiutamente la credibilità e l'attendibilità oggettiva; assenza di riscontri che collegassero gli elementi probatori (timbrature, cofani) alla responsabilità specifica dei ricorrenti; incongruenze temporali nei rilievi di polizia giudiziaria rispetto ai mesi indicati nelle dichiarazioni; e una censura procedurale relativa alla celebrazione dell'udienza di appello nonostante l'adesione del difensore all'astensione dalle udienze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha respinto la doglianza sull'udienza celebrata durante l'astensione (perché non era stata richiesta trattazione orale e le conclusioni erano state depositate per iscritto nell'ambito della disciplina emergenziale). Quanto ai profili di merito, la Corte ha rilevato che la motivazione della Corte d'appello era eccessivamente sintetica e non aveva adeguatamente confrontato le censure sull'attendibilità e sulla mancanza di riscontri individualizzanti alle dichiarazioni del coimputato, per cui il ricorso non poteva essere dichiarato manifestamente infondato. Tuttavia, considerata la data dei fatti (al più il 30/10/2013) e il decorso dei termini, i reati sono estinti per prescrizione: la sentenza impugnata \/è annullata senza rinvio agli effetti penali per prescrizione e annullata anche negli effetti civili con rinvio al giudice civile competente per valore in grado d'appello per nuovo giudizio e per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione alla partecipazione al reato e alla punibilità in concorso; la decisione non sviluppa un'interpretazione specifica, ma pone il quadro delle imputazioni.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la cooperazione nell'esecuzione del reato (concorso di persone); impiegato nel capo di imputazione senza ulteriore elaborazione dottrinale nella sentenza.

  • art. 349 cod. pen.

    Reato contestato (rimozione o manomissione di sigilli); la Corte ha valutato che la motivazione di merito non ha adeguatamente analizzato i riscontri rispetto alle dichiarazioni del coimputato.

  • art. 473 cod. pen.

    Contraffazione o alterazione di marchi: la Corte ha rilevato carenze argomentative circa il collegamento individualizzante tra il reperto (timbrature, cofani) e l'imputato Francesco De Vivo.

  • art. 192, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma sulla valutazione delle dichiarazioni del chiamante in correità: la Corte sottolinea che credibilità soggettiva e attendibilità oggettiva vanno valutate unitariamente e non con passaggi rigidamente separati; la carenza di un'adeguata motivazione su tale punto ha determinato l'annullamento.

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato in riferimento alla prospettata insussistenza del fatto; la Corte d'appello aveva citato tale norma ma senza sviluppare articolata cognizione sulle censure sollevate.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 42081 del 28/09/2021; Sez. 4, n. 34413 del 18/06/2019; Sez. 6, n. 45733 del 11/07/2018)

    La Corte richiama precedenti sul trattamento delle astensioni e della trattazione scritta in periodo emergenziale e sui criteri di valutazione delle dichiarazioni di chiamanti e dei riscontri individualizzanti.

  • Regole sulla prescrizione (principio sostanziale e calcolo del termine)

    La Corte ha applicato la disciplina della prescrizione: i fatti risalendo al 30/10/2013 hanno comportato la maturazione della prescrizione (7 anni e mezzo), con considerazione di periodi di sospensione e concludendo per l'estinzione del reato.

Massime di principio

  • La valutazione delle dichiarazioni di un coimputato va compiuta unitariamente: credibilità soggettiva e attendibilità oggettiva devono essere esaminate insieme e motivate compiutamente dal giudice.
  • Le dichiarazioni di un chiamante possono fondare una condanna solo se corredate da riscontri esterni che individualizzino il fatto nell'ambito della responsabilità dell'imputato; semplici conferme fattuali non sempre bastano a dimostrare la responsabilità personale.
  • Una motivazione sintetica o che non affronti specificamente le censure di parte relative alla mancata individualizzazione o alle incongruenze temporali può determinare l'annullamento in Cassazione per vizio di motivazione.
  • L'adesione del difensore all'astensione dalle udienze non impone automaticamente il rinvio del procedimento se la trattazione avviene per iscritto secondo norme emergenziali e non è stata richiesta la discussione orale.
  • Se, alla luce del decorso dei termini, il reato risulta estinto per prescrizione, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio per gli effetti penali e disporre i conseguenti provvedimenti sugli effetti civili (eventuale rinvio).
  • Per evitare l'accoglimento del ricorso in Cassazione, il giudice di merito deve dare conto esplicito dei motivi di appello e motivare il valore dei riscontri rispetto alla responsabilità individuale degli imputati.

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