Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36048/2025 del 05/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare per reati connessi a sostanze stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Il ricorrente deduce cinque motivi: 1) vizio di competenza per materia in relazione all'art. 74 d.P.R. 309/1990; 2) incompetenza territoriale, sostenendo che il trasporto era iniziato fuori dal circondario ritenuto competente (es. Colli del Tronto/Teramo invece di Cingoli); 3) carenza di motivazione circa il pericolo di reiterazione alla luce della giovane età, incensuratezza, tempo trascorso, arresto dei fornitori e sequestro dei beni; 4) illogicità nella ritenuta sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio, basata su affermazioni generiche e non su specifici indizi riferiti al ricorrente; 5) mancata considerazione dell'idoneità di misure meno afflittive (arresti domiciliari con controlli elettronici), in contrasto con misure concesse ad altri coindagati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibili o infondati i primi, secondi e terzi motivi; ha ritenuto fondato il quarto motivo soltanto sotto il profilo della carenza di specifica motivazione sul pericolo di inquinamento probatorio, ma ha escluso che il suo accoglimento avrebbe recato vantaggio al ricorrente, essendo confermata l'esigenza cautelare basata sul pericolo di recidiva; ha respinto il quinto motivo ritenendo adeguata la custodia cautelare alla luce della sistematicità dell'attività illecita, dei quantitativi e delle risorse economiche del ricorrente. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e disposto gli adempimenti di cancelleria.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale che disciplina il traffico di sostanze stupefacenti: i reati contestati al ricorrente sono stati qualificati ai sensi di questa disposizione e costituiscono la base della misura cautelare.

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Previsione relativa a ipotesi aggravate/reati di maggiore gravità; la questione sulla sussistenza di indizi di questo reato è stata discussa rispetto alla competenza funzionale ma la Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo a tale competenza per materia.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Criteri suppletivi per determinare la competenza territoriale quando il luogo del reato non è identificabile; la Corte ha confermato l'applicabilità di tale criterio richiamando la giurisprudenza per scegliere il luogo rilevante (es. luogo in cui il destinatario riceve la sostanza).

  • art. 274 lett. a) cod. proc. pen.

    Previsione che giustifica misure cautelari per il pericolo di inquinamento probatorio; la Corte ha richiamato il principio secondo cui tale pericolo deve essere concreto, specificamente motivato e riferito a circostanze concrete riconducibili all'indagato, non basato su considerazioni generiche.

Massime di principio

  • La competenza territoriale va determinata sul luogo della prima condotta identificabile; se il luogo di inizio non è certo si applicano i criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p.
  • Il pericolo di reiterazione rilevante per la custodia cautelare non è limitato alla ripetizione dello stesso fatto, ma alla reiterazione di reati della stessa specie; il giudice può valorizzare la sistematicità delle condotte, l'uso di canali tecnologici, quantitativi e capacità economica dell'indagato.
  • Il pericolo di inquinamento probatorio richiesto dall'art. 274 c.p.p. deve essere motivato con fatti specifici riferiti al singolo indagato; affermazioni generiche o richiamo al ruolo nell'organizzazione non sono sufficienti.
  • La sostituibilità della custodia cautelare con misure meno afflittive va valutata concretamente: età, incensuratezza, tempo trascorso e presa di misure nei confronti di fornitori sono fattori attenuanti, ma possono risultare insufficienti se emergono indici di professionalità dell'attività illecita, ingenti quantitativi o capacità economiche che consentono la prosecuzione del reato.
  • Le misure adottate per altri coindagati non vincolano automaticamente il giudice; ogni decisione deve fondarsi su specifiche valutazioni personali e sulle esigenze cautelari attuali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.