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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13510/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Asti che aveva rigettato la richiesta di revoca/annullamento del sequestro conservativo disposto dal GIP fino a concorrenza di €1.000.000 a garanzia delle pretese risarcitorie di sette parti civili nel procedimento per omicidio colposo del dipendente Roberto Dardo. Il ricorrente censura violazione di legge e vizio di motivazione: in punto di fumus commissi delicti il Tribunale avrebbe dovuto limitarsi a rilevare la sola pendenza del processo e non ad analizzare elementi istruttori (perizia del PM, carenze del DVR, caratteristiche del mezzo), non essendo questi pertinenti al capo di imputazione; in punto di periculum in mora avrebbe omesso di considerare offerte risarcitorie (offerta di €200.000), coperture assicurative, la consistenza patrimoniale dell'imputato (numerosi immobili di valore) e la vendita della quota societaria che avrebbe accresciuto la disponibilità liquida, nonché la scelta del rito abbreviato e i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità della misura.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la valutazione del Tribunale: in materia di misure reali non è richiesta la prova di gravi indizi di colpevolezza ma la semplice, non manifestamente arbitraria enunciazione della sussumibilità astratta del fatto nel reato (fumus). Il Tribunale ha adeguatamente motivato che i fatti descritti sono assoggettabili alla fattispecie contestata. Quanto al periculum in mora, la Corte ha confermato che il giudizio deve essere effettuato esclusivamente rispetto al patrimonio del soggetto destinatario del sequestro; il Tribunale ha indicato elementi concreti di possibile depauperamento (conversione in denaro della quota societaria e vendita di immobili) e ha motivato la non riduzione del sequestro in relazione al prevedibile ammontare del danno. Infine, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen. (richiamato)

    La Corte ricorda che il criterio previsto per misure personali (gravi indizi) non si applica alle misure reali; pertanto non è richiesta la prova di gravi indizi ai fini del sequestro conservativo

  • art. 64, comma 1, D.Lgs. 81/2008 (richiamato nel capo di imputazione) e Allegato IV punto 1.8

    Nel capo d'imputazione la colpa contestata attiene alla violazione di norme sulla sicurezza del lavoro (art. 64, comma 1 in relazione all'Allegato IV 1.8 del d.lgs. 81/08); la Corte non entra nel merito tecnico del fatto ma valuta la sussumibilità astratta dei fatti nella fattispecie

  • Cass. Sez. 1, Sent. n. 4154/1992 (giurisprudenza citata)

    Principio secondo cui per le misure cautelari reali è sufficiente una enunciazione non manifestamente arbitraria della sussumibilità del fatto nel reato, senza richiedere i gravi indizi delibati per misure personali

  • Cass. Sez. 1, Sent. n. 18491/2018 (giurisprudenza citata)

    Conferma che per il sequestro preventivo non è richiesta la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza ma la verifica del fumus commissi delicti inteso come astratta sussumibilità del fatto nel reato

  • Cass. Sez. 2, Sent. n. 51576/2019 (giurisprudenza citata)

    Il periculum in mora, in presenza di più debitori solidali, va valutato rispetto al patrimonio del singolo sul quale si chiede il sequestro, non rispetto ai patrimoni di altri responsabili

  • Cass. Sez. 6, Sent. n. 20923/2012 (giurisprudenza citata)

    Il periculum in mora va desunto da elementi concreti: entità del credito, natura del bene, composizione del patrimonio del debitore, capacità reddituale e atteggiamento concreto del debitore (rischio di depauperamento)

Massime di principio

  • Per il sequestro conservativo non è richiesto il livello probatorio dei gravi indizi richiesti per misure personali: è sufficiente la sussumibilità astratta del fatto nella fattispecie contestata, purché la motivazione non sia manifestamente arbitraria
  • Il giudizio sul periculum in mora si concentra sul patrimonio del singolo soggetto destinatario della misura: l'esistenza di beni di terzi (es. responsabile civile, assicurazioni) non esclude automaticamente il sequestro sul debitore scelto dalla parte creditrice
  • Elementi concreti indicativi di rischio di depauperamento (conversione di quote in denaro, vendite immobiliari, atti che riducono la garanzia patrimoniale) legittimano il sequestro conservativo se adeguatamente motivati
  • Offerte transattive, assicurazioni o altri mezzi di copertura patrimoniale devono essere espressamente considerati e valutati dal giudice; tuttavia la sola esistenza di coperture non impedisce il sequestro se il giudice ritiene sussistente il rischio di dispersione delle garanzie
  • Nei ricorsi per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali il sindacato è limitato alla verifica di violazioni di legge o di motivazione manifestamente illogica: contestazioni meramente valutative del giudice di merito sono difficilmente accolte

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