Cassazione Penale, Sentenza n. 35627/2022 del 22/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) che aveva inflitto a Lena Artur 5 mesi di reclusione per il reato di resistenza (art. 337 c.p.) chiedendo l'annullamento per due censure principali: 1) violazione dell'art. 164, comma 1, n. 1) cod. pen. — la sospensione condizionale della pena sarebbe stata concessa illegittimamente perché l'imputato aveva già usufruito del beneficio più di una volta e risultavano precedenti condanne irrevocabili; 2) violazione dell'art. 81, comma primo, cod. pen. — la condotta di resistenza si sarebbe svolta in due fasi nei confronti di cinque operatori, quindi andava ricondotta al concorso formale o alla continuazione con conseguente aumento di pena non applicato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha respinto le censure. Ha ritenuto che, in sede di sentenza di patteggiamento, il sindacato in Cassazione è limitato ai motivi previsti dall'art. 448, comma 2‑bis, c.p.p.; la nozione di "pena illegale" va intesa in senso restrittivo (pena diversa per specie o eccedente i limiti edittali) e non comprende, di regola, vizi relativi ad istituti accessori o al calcolo della pena. Pertanto: 1) la illegittima concessione della sospensione condizionale è stata ritenuta un vizio non ricomprensibile nella nozione di pena illegale ammessa in cassazione nel patteggiamento; 2) l'omessa applicazione dell'aumento per concorso formale/continuazione è anch'essa qualificata come vizio della determinazione intermedia della pena, non ricadente nella nozione di pena illegale in questa sede. Di conseguenza la sentenza di patteggiamento del Tribunale di Cremona è stata confermata.
Norme richiamate
sentenza di patteggiamento
Norma che disciplina il giudizio abbreviato negoziato (patteggiamento); la Corte ricorda che i motivi deducibili in cassazione contro sentenze di patteggiamento sono limitati (art. 448, comma 2‑bis c.p.p.)
resistenza a pubblico ufficiale
Descrive il reato oggetto del patteggiamento; la Corte riconosce l'esistenza della condotta ma ne valuta la contestazione sotto il profilo del trattamento sanzionatorio
art. 164, comma 1, n. 1) cod. pen.
Riferita dal ricorrente come norma che preclude la concessione della sospensione condizionale se il soggetto ha già usufruito del beneficio; la Corte ha ritenuto che l'eventuale illegittima concessione della sospensione sia un vizio accessorio non ricadente nella nozione di pena illegale prevista per il sindacato in cassazione sul patteggiamento
art. 81, comma primo, cod. pen.
Regola il concorso di reati e l'aumento di pena per concorso formale/continuazione; il ricorrente lamentava omissione di aumento per pluralità di atti resistenziali, ma la Corte ha ritenuto tale vizio come relativo a determinazioni intermedie non rilevanti ai fini dell'illegalità della pena nel patteggiamento
art. 448, comma 2‑bis, cod. proc. pen.
Limita i motivi di ricorso in cassazione avverso sentenze di patteggiamento ai soli motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, alla difformità tra richiesta e sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena; la Corte ha applicato tale filtro per escludere le censure del Procuratore Generale
art. 25 Cost.
Richiamata come principio costituzionale del legalità della pena a fondamento della nozione restrittiva di "pena illegale"
art. 7 Convenzione europea dei diritti dell'uomo
Richiamato quale principio sovranazionale che tutela il principio di legalità penale, usato per delimitare la nozione di pena illegale
Citando la proiezione codicistica del principio di legalità della pena; la Corte lo utilizza per delimitare la nozione di illegalità della pena
art. 111 Cost.
Richiamato nella distinzione tra illegalità della pena (art. 25 Cost.) e profili attinenti al giusto processo/competenza giurisdizionale che riguardano la legalità processuale
Massime di principio
- In caso di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) il sindacato in Cassazione è fortemente limitato: si possono proporre censure solo su specifici profili espressamente previsti dall'art. 448, comma 2‑bis c.p.p.
- La nozione di "pena illegale" rilevante ai fini dell'impugnazione nell'ambito del patteggiamento è da intendersi in senso restrittivo: riguarda pene diverse per specie rispetto a quelle previste o che eccedono i limiti edittali; vizi di calcolo o difetti relativi ad istituti accessori (es. sospensione condizionale) non rientrano di norma in tale nozione
- L'omessa o non corretta applicazione degli aumenti per concorso formale o continuazione costituisce, in linea di principio, una determinazione intermedia della pena; nei procedimenti di patteggiamento tali profili difficilmente possono essere valorizzati come "pena illegale" in cassazione
- Se si intende contestare la concessione illegittima di benefici accessori (es. sospensione condizionale) o il mancato aumento per continuazione, è opportuno valutare strumenti alternativi o momenti processuali diversi dal ricorso per cassazione avverso patteggiamento, dato il restringimento delle censure ammissibili
- Nel formulare impugnazioni in casi analoghi, è utile incertezza operare una distinzione netta tra vizi che toccano la specie o la misura edittale della pena (più efficaci in cassazione) e vizi che attengono alla modulazione interna della pena o a benefici accessori (più difficilmente sindacabili)
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