Cassazione Penale, Sentenza n. 7888/2024 del 22/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Tribunale di Nocera Inferiore ha sollevato conflitto negativo di attribuzione contro il Tribunale di Milano in ordine alla competenza a decidere su due istanze del Pubblico Ministero (Tribunale di Milano) di revoca della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 168 c.p. Le istanze erano state depositate in cancelleria il 17 maggio 2022; il Tribunale di Milano aveva autocertificato la propria incompetenza ritenendo competente il Tribunale di Nocera in ragione di una sentenza emessa da quest'ultimo, mentre il Tribunale di Nocera ha sostenuto che la competenza si determina al momento della presentazione della domanda e, a quella data, la sentenza risultante irrevocabile di più recente pronuncia era quella del Tribunale di Milano.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e, nel merito, ha affermato la competenza del Tribunale di Milano. La Corte ha richiamato l'art. 665 c.p.p. e la giurisprudenza sul principio della perpetuatio jurisdictionis, statuendo che per individuare il giudice dell'esecuzione occorre fare riferimento allo stato delle sentenze alla data di deposito dell'istanza in cancelleria: all'epoca del deposito (17/05/2022) la pronuncia irrevocabile per ultima era quella del Tribunale di Milano (14/12/2021, irrevocabile 30/03/2022), quindi la competenza spetta al Tribunale di Milano. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano.
Norme richiamate
primo comma, n. 1) e terzo comma
Norma invocata quale titolo per la richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena da parte del Pubblico Ministero; la decisione sulla revoca rimane oggetto del procedimento di esecuzione cui va individuato il giudice competente secondo le regole dell'art. 665 c.p.p.
La Corte interpreta l'art. 665 c.p.p. nel senso che, quando l'esecuzione riguarda provvedimenti emessi da giudici diversi, competente è il giudice che ha pronunciato il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo; per l'individuazione della competenza va considerato lo stato delle pronunce alla data di presentazione della domanda in cancelleria.
principio della perpetuatio jurisdictionis (giurisprudenza di legittimità)
richiamate più pronunce di Sezione 1 (es. n. 16127/2021; n. 51271/2019; n. 6739/2014)
La giurisprudenza afferma che la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione si radica al momento della presentazione della domanda e non muta per effetto del successivo passaggio in giudicato di altra sentenza; rileva il deposito dell'atto in cancelleria e non il precedente deposito presso la segreteria del PM o l'iscrizione nel casellario.
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base allo stato delle pronunce all'epoca di deposito dell'istanza in cancelleria: il giudice competente è quello la cui pronuncia è divenuta irrevocabile per ultimo alla data di presentazione della domanda.
- Il principio della perpetuatio jurisdictionis fissa la competenza al momento del deposito della domanda; una successiva sopravvenuta irrevocabilità di altra sentenza non sposta la competenza.
- Per valutare la competenza non rileva il mero deposito dell'atto presso la segreteria del Pubblico Ministero né la mancata o tardiva annotazione nel casellario giudiziale; rileva l'effettivo arrivo dell'istanza nella cancelleria del giudice.
- Se entrambi i giudici rifiutano o si dichiarano incompetenti e ciò determina una stasi del procedimento, il conflitto di attribuzione è ammissibile e va risolto dalla Corte di Cassazione.
- In pratica, chi riceve un'istanza di esecuzione deve verificare la data di deposito e la successione temporale delle irrevocabilità delle pronunce per stabilire se è competente; in caso di dubbio persistente si può sollevare il conflitto o chiedere l'immediata rimessione alla Corte competente.
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