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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7715/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello di Milano che aveva confermato responsabilità penale per plurime violazioni dell'art. 2 d.lgs. n. 74/2000 (uso di fatture per operazioni inesistenti) e, in parte, dichiarato l'estinzione per prescrizione di talune annualità. Le censure principali riguardavano: vizio di motivazione e travisamento della prova (interrogatori e deposizioni), genericità del capo di imputazione, inesistenza oggettiva o soggettiva delle fatture, mancanza del dolo specifico "al fine di evadere le imposte", errata quantificazione della confisca (art. 12-bis d.lgs. 74/2000), incompetenza territoriale, errata valutazione delle attenuanti generiche, e questioni processuali relative a sospensioni e calcolo dei termini di prescrizione. Alcuni ricorrenti hanno inoltre trattato profili relativi alla utilizzabilità di sentenze irrevocabili e all'omessa valutazione di produzioni difensive.

La decisione

La Cassazione ha disposto, in sintesi: - Annullamento senza rinvio nei confronti di Salvatore Quartararo per intervenuto decesso e revoca della confisca disposta nei suoi confronti (art. 578-bis rilevato). - Inammissibilità dei ricorsi di numerosi ricorrenti (tra cui Renzo Forni, Paolo Bandinelli, molti altri) per motivi di manifesta infondatezza o per difetti formali, con conferma delle valutazioni di merito sulla sussistenza della fittizietà oggettiva delle fatture e del dolo in base al quadro indiziario (sentenze irrevocabili su società "cartiere", appunti manoscritti, flussi bancari, intercettazioni, prelievi cash e incontri). - Accoglimento parziale per Andrea e Massimo Boscaro: annullamento limitato al reato relativo ad una specifica annualità (capo C) dichiarato estinto per prescrizione e rinvio alla Corte d'appello di Milano per rideterminazione della pena e della confisca residua. - Per Xuyn Chen e Sheng Chen: dichiarata prescrizione per l'annualità 2011 e rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per riesame in ordine a pena e confisca; inoltre la Corte ha rilevato vizi sulla motivazione circa l'impossibilità della confisca diretta e ha rimandato la questione alla Corte territoriale. - Per altri ricorrenti (es. Boscaro, Cresto, Fervorari, Terzoli, Vitali, Zanetti, Bresciani, Ravanelli ecc.) la Cassazione ha, in larga parte, ritenuto infondate le censure di fatto, confermando la ricostruzione di merito (uso sistematico di "cartiere", sproporzione fra vendite e acquisti tracciabili, appunti sul retro delle fatture, coincidenze temporali bonifici/prelievi/incontri) e ha rigettato le doglianze su attenuanti, quantificazione della pena e confisca quando adeguatamente motivate. - È stato ribadito il principio secondo cui, ai fini del delitto di art. 2 d.lgs. 74/2000, anche la sovrafatturazione o l'inclusione di un "aggio" nelle fatture può integrare l'elemento oggettivo della fattispecie (anche in presenza di consegna materiale della merce).

Norme richiamate

  • art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    "uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti"

    La Corte ha confermato che il delitto si configura anche quando le fatture sono "in tutto o in parte" inesistenti; la sovrafatturazione o l'inclusione di una provvigione/aggio nelle fatture che altera il costo reale integra l'elemento oggettivo del reato anche con riferimento alle imposte dirette

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Dispositivo che impone la confisca del profitto/ prezzo del reato in caso di condanna; la Corte ne ha ammesso l'applicazione ma ha richiamato l'obbligo di motivare l'impossibilità della confisca diretta sulla societá e la congruità della confisca per equivalente

  • art. 578-bis cod. proc. pen.

    La Corte ha rilevato che la confisca obbligatoria prevista non opera nel caso di estinzione del reato per morte dell'imputato, con conseguente annullamento della confisca nei confronti del deceduto Quartararo

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    La sentenza definitiva emessa in altro procedimento può essere utilizzata ai fini probatori entro i limiti della disposizione; la Corte ha ritenuto utilizzabili le sentenze irrevocabili concernenti i vertici delle "cartiere" come elementi convergenti nella valutazione complessiva

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La declaratoria di non doversi procedere (per estinzione) può essere trasformata in assoluzione solo se dagli atti emerge ictu oculi l'innocenza; la Corte ha ribadito standard elevati per l'applicazione di tale causa di proscioglimento

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato in Cassazione: la Corte non riesamina fatti e valutazioni probatorie salvo errori di diritto o manifesta illogicità della motivazione; molti motivi sono stati dichiarati inammissibili perché contestavano ricostruzioni di fatto non censurabili in sede di legittimità

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Competenza territoriale: per reati associativi prevale il luogo in cui si è concretamente manifestata l'operatività della struttura (non la sola sede legale formale)

  • art. 322-ter cod. pen.

    Richiamato per la disciplina della confisca del profitto del reato (continuity normativa con disposizioni fiscali); la Corte ha utilizzato tale richiamo per giustificare la legittimità della confisca obbligatoria in caso di condanna

  • art. 416 cod. pen.

    Riconosciuto come reato più grave quando è contestata un'associazione per delinquere; determina conseguenze di competenza e di ordine pubblico processuale

Massime di principio

  • L'uso di fatture "in tutto o in parte" inesistenti può integrare il reato di dichiarazione fraudolenta anche quando esista una parziale consegna della merce: la sovrafatturazione o l'inclusione di un "aggio" costituiscono elemento oggettivo rilevante
  • La prova della fittizietà delle fatture si costruisce mediante un quadro convergente (sentenze irrevocabili su "cartiere", sproporzione acquisti/vendite tracciabili, flussi bancari, annotazioni manoscritte, intercettazioni e incontri); singoli elementi formali o la congruità dei prezzi non valgono automaticamente a escludere la frode
  • In Cassazione non è consentita la rinnovazione della valutazione delle prove: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti sono generalmente inammissibili
  • La confisca per equivalente è ammessa quando la confisca diretta non è possibile, ma il giudice deve motivare l'impossibilità della confisca diretta sulla societá e calcolare l'importo con adeguata motivazione; la morte dell'imputato estingue il reato e impedisce la confisca obbligatoria nei suoi confronti
  • Chi invoca la deducibilità dei costi (o la corrispondenza tra costi reali e fatture) ha l'onere di provare l'effettiva esistenza dei fornitori e la corrispondenza dei prezzi: non basta la mera produzione delle fatture formalmente regolari
  • Le cause di sospensione dei termini processuali vanno computate rispetto allo stato processuale dei singoli imputati: sospensioni anteriori al decreto di rinvio a giudizio non possono essere imputate a imputati che non erano ancora parte del processo per quel capo
  • Il principio di correlazione accusa-sentenza è rispettato quando la sentenza si fonda su elementi diversi dall'eventuale formula letterale dell'imputazione (es. anno d'imposta vs. data di presentazione della dichiarazione), purché il fatto sia descritto con sufficiente precisione
  • Per i reati associativi la competenza territoriale si radica sulla base operativa effettiva dell'associazione (luogo di direzione/attuazione), non sulla mera sede legale formale di una società evocata
  • L'utilizzabilità di sentenze irrevocabili altrui (art. 238-bis) è ammessa ma il giudice deve inserirle in un contesto probatorio complessivo e motivare la rilevanza nel concreto processo

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