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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28900/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: (1) vizio di motivazione sulla sussistenza del reato di rissa (art. 588 c.p.), contestando che la mera presenza di contatto fisico tra tre persone fosse sufficiente a provare una rissa con volontà vicendevole di attentare all'incolumità altrui; (2) travisamento della prova in relazione al porto in luogo pubblico di arma bianca: il coltello rinvenuto vicino a un veicolo non sarebbe provato come appartenente o utilizzato dall'imputato; (3) vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche, nonostante la richiesta difensiva e il riconoscimento della non particolare gravità del fatto

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato i primi due motivi e accolto il terzo. Ha ritenuto non manifestamente illogica la motivazione della Corte d'appello circa la rissa e il porto d'arma (ricostruzione basata su dichiarazioni degli operanti, tracce di colluttazione e il tentativo dell'imputato di occultare un coltello). Ha invece riscontrato un difetto di motivazione sul punto delle circostanze attenuanti generiche: la sentenza di primo grado non aveva motivato e la Corte d'appello non aveva affrontato compiutamente il motivo di appello su tale questione. Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente al diniego delle circostanze attenuanti generiche e la causa è rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria; il resto del ricorso è respinto

Norme richiamate

  • art. 588 cod. pen.

    Norma che sanziona la rissa. La Corte ha ritenuto che, sulla base delle risultanze investigative (presenza di più persone, escoriazioni, indumenti strappati, dichiarazioni degli operanti), fosse correttamente configurata la rissa a carico dell'imputato

  • art. 4 legge n. 110 del 1975

    art. 4 legge n. 110 del 1975

    Norma attinente al porto e alla detenzione di armi/strumenti atti ad offendere. La Corte ha ritenuto che il tentativo dell'imputato di disfarsi del coltello costituisse elemento idoneo a fondare il reato di porto in luogo pubblico

Massime di principio

  • La prova della rissa può essere desunta anche da elementi circostanziali (presenza di più persone coinvolte, escoriazioni, abiti strappati, resoconto degli operanti); non è necessario che il giudice ricostruisca dettagliatamente l'origine del conflitto purché la motivazione sia logica e congruente
  • Il rinvenimento di un'arma vicino al luogo della colluttazione e l'osservazione del soggetto mentre cerca di occultarla o disfarsene possono giustificare l'inferenza della detenzione/porto da parte di quel soggetto, ma il nesso di appartenenza e uso deve essere adeguatamente motivato per evitare censure per travisamento della prova
  • Le circostanze attenuanti generiche, se richieste dalla difesa, devono essere esaminate e motivate esplicitamente dal giudice; la mancata motivazione su tale punto costituisce vizio che può determinare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio per un nuovo giudizio
  • In caso di impugnazione, il collegio di merito deve affrontare puntualmente tutte le doglianze rilevanti sollevate nel gravame; omissioni su profili decisivi (es. attenuanti generiche) espongono la decisione al rischio di annullamento limitato
  • Per la difesa: documentare e valorizzare in modo chiaro elementi personali (incensuratezza, situazione socio-familiare, fatti attenuanti) nel primo grado e in appello, poiché l'omessa considerazione può essere colmata solo con rinvio e nuovo giudizio
  • Per l'accusa: curare la ricostruzione del nesso di causalità tra condotta e strumenti per offendere (es. arma) e produrre elementi concreti che colleghino l'arma all'imputato per consolidare la contestazione di porto/uso

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