Cassazione Penale, Sentenza n. 41404/2025 del 23/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per tentato omicidio sostenendo la manifesta illogicità della motivazione quanto all'idoneità e all'univocità degli atti a cagionare la morte. Argomenta che la lesione riportata dalla vittima era una ferita da taglio superficiale e lineare di circa 10 cm, compatibile con uno scorrimento della lama e non con un affondamento intenzionale; che la vicinanza tra aggressore e vittima e la modesta forza esercitata rendono probabile l'assenza di animus necandi; che la reazione istintiva della vittima e l'intervento di terzi spiegherebbero l'esito meno grave, tali da escludere ex ante l'idoneità degli atti a provocare la morte e da rendere comunque equivoca la direzione teleologica dell'azione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la condanna per tentato omicidio aggravato. Ha ritenuto infondate le censure perché consistono in una diversa valutazione delle prove, inammissibile in sede di legittimità salvo vizi di motivazione evidenti. La Corte ha richiamato i principi secondo cui l'idoneità degli atti va valutata ex ante, considerando arma, modalità (due fendenti al collo in rapida successione) e posizione frontale dell'aggressore; la superficialità finale della lesione non esclude l'idoneità ex ante, potendo spiegarsi con movimenti della vittima o interventi esterni; il dolo alternativo è compatibile con il tentativo e, alla luce degli elementi, il giudice di merito ha logicamente e coerentemente ritenuto la direzione omicida e l'intenzione alternatamente omicida o lesiva. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese e il ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
Norma del reato riferito; la Corte valuta che gli atti contestati erano idonei ex ante a cagionare la morte e pertanto configurano il tentativo di omicidio piuttosto che lesioni.
Richiamato il principio per cui il tentativo richiede atti idonei ex ante a realizzare il reato; la Corte ribadisce che l'idoneità si valuta con giudizio prognostico postumo sulle condizioni prevedibili all'agente.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. (motivazione)
Disciplina il vizio di motivazione impugnabile in cassazione; la Corte sottolinea che può sindacare solo vizi evidenti, manifesta illogicità o omissione di prove decisive, non una diversa valutazione delle prove di merito.
art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (tutela dati personali)
Richiamato in chiusura per disposizioni sul trattamento dei dati personali connessi al provvedimento (citazione procedurale, testo della sentenza interrotto).
Massime di principio
- Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito per una rivalutazione alternativa delle prove: le censure devono evidenziare una manifesta illogicità o omissione decisiva della motivazione.
- Per distinguere tra lesioni e tentato omicidio va valutata l'idoneità ex ante degli atti alla produzione dell'evento morte, tenendo conto di arma, zona colpita, modalità e posizione dell'agente, non solo dell'esito concreto.
- La superficialità delle lesioni accertata a posteriori non è di per sé sufficiente ad escludere l'animus necandi se l'azione era di per sé idonea a cagionare la morte e l'esito meno grave può dipendere da fattori indipendenti dalla volontà dell'agente (movimento della vittima, intervento di terzi, errore di mira).
- La presenza di dolo alternativo è compatibile con la configurazione del tentativo: l'agente può avere voluto alternativamente la morte o una lesione grave.
- Per far valere con successo in Cassazione una critica alla motivazione delle sentenze di merito occorre indicare atti processuali specifici la cui valutazione sia stata omessa o travisata in modo evidente e decisivo per la decisione.
- Nel caso di aggressione con arma bianca al collo, la valutazione dell'idoneità va effettuata con prudenza in ragione della notoria pericolosità della sede colpita (vasi e organi vitali), specie se i colpi sono reiterati e inferti frontalmente.
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