Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30048/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione per il periodo 17/09/2018 - 10/10/2019 (custodia cautelare in carcere) e fino al 27/05/2020 (arresti domiciliari) per il reato di cui all'art.73, comma 1, DPR 309/1990; l'imputato era stato assolto con sentenza d'appello del 27/05/2020 divenuta irrevocabile. Il ricorrente contestava l'ordinanza della Corte d'Appello di Palermo che aveva rigettato l'istanza di riparazione ritenendo sussistente una colpa grave ostativa all'indennizzo.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'Appello ha correttamente ritenuto la sussistenza di colpa grave del Nicosia sulla base di fatti specifici: era stato sorpreso in un appartamento adibito a deposito e confezionamento di stupefacente insieme ad altri soggetti, era già stato trovato precedentemente nello stesso appartamento (in uso a terzi arrestati per detenzione di cocaina), aveva tentato di sfuggire agli inquirenti e aveva dichiarato di spacciare "fumo" nel quartiere. Tali elementi, valutati ex ante con il parametro della prevedibilità dell'intervento dell'autorità, giustificano il diniego dell'indennizzo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 314 c.p.p.

    La nozione di "colpa grave" ostativa all'indennizzo è intesa come condotta caratterizzata da macroscopica negligenza, imprudenza o trascuratezza che crea una situazione prevedibile di intervento dell'autorità giudiziaria, con rapporto di causa ed effetto rispetto alla detenzione.

  • DPR 309/1990 art. 73

    art.73, comma 1, DPR 309/1990

    Norma del codice degli stupefacenti al cui fatto era riferita la misura cautelare per la quale è stata chiesta la riparazione.

  • Sentenza S.U. 26 giugno 2002 n.34559 (Rv.222263)

    S.U., 26 giugno 2002 n.34559, Rv.222263

    Criteri consolidati per la definizione di "colpa grave" ai fini dell'esclusione dell'indennizzo: valuta la condotta antecedente alla perdita della libertà con un giudizio ex ante, non per accertare il reato ma per verificare se la condotta abbia creato la falsa apparenza della configurabilità dell'illecito.

  • Giurisprudenza di merito citata

    Sez.4, 14/01/2014 n.1235; Sez.3, 24/09/2014 n.39199; Sez.4, 21/11/2018 n.53361 (Puro); Sez.4, 05/06/2019 n.29550 (Morabito)

    Confermano che le "frequentazioni ambigue" e la consapevolezza di rapporti con soggetti coinvolti in traffici illeciti possono costituire elemento causale di colpa grave, idoneo a escludere la riparazione dell'ingiusta detenzione.

Massime di principio

  • L'assoluzione nel merito non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo: va valutata separatamente la condotta del detenuto antecedente/motivante la misura con un giudizio ex ante.
  • La "colpa grave" ai fini dell'esclusione dell'indennizzo è una cagionante prevedibile dell'intervento autoritativo: condotte macroscopicamente negligenti o imprudenti che creano allarme sociale possono escludere la riparazione.
  • La presenza nel luogo di stoccaggio/confezionamento di droga, le frequentazioni con soggetti noti per traffici illeciti e comportamenti (es. tentativo di fuga, ammissioni di spaccio) possono essere concretamente valorizzati come causa della misura cautelare.
  • Il giudice della riparazione compie una valutazione autonoma rispetto al giudizio di merito: non deve accertare il reato, ma se la condotta abbia determinato la falsa apparenza della sua configurabilità.
  • In ricorsi simili è fondamentale documentare fatti e circostanze che escludano che il richiedente abbia contribuito, anche colposamente, a creare le condizioni per l'adozione della misura cautelare (es. assenza di frequentazioni ambigue, prova di innocenza rispetto ai comportamenti contestati, comportamento collaborativo con le autorità).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.