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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32458/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma di condanna per furto (artt. 624 e 625 nn. 2 e 7 c.p.). Il principale motivo accolto denunciava la nullità per violazione del termine di comparizione di 20 giorni previsto dall'art. 601, comma 3, c.p.p.: la notifica del decreto di citazione era avvenuta via PEC il 17/02/2021 mentre l'udienza d'appello era fissata per il 25/02/2021, ossia senza rispettare il termine dilatorio; la difesa aveva eccepito la tardività con conclusioni scritte depositate il 18/02/2021. Altri motivi riguardavano l'asserita illogicità della motivazione sulla riconducibilità della condotta all'imputata e la mancata concessione del beneficio di cui all'art. 163 c.p., poi assorbiti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la violazione del termine di 20 giorni ha integrato una nullità rilevabile nelle conclusioni scritte (anche alla luce della disciplina emergenziale che prevede udienze camerali non partecipate). La Corte d'appello non aveva deciso sull'eccezione di tardività. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e il processo rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Catania, altra sezione. Le altre censure sono state dichiarate assorbite. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità, richiesta non accolta.

Norme richiamate

  • art. 601 c.p.p.

    Stabilisce il termine di comparizione di venti giorni per l'imputato nel giudizio d'appello; la sua violazione integra nullità relativa all'intervento dell'imputato quando pregiudica il diritto di difesa.

  • art. 161 c.p.p., comma 4

    Disciplina le modalità di notificazione degli atti processuali (compresa la notifica a mezzo PEC ove applicabile); tale modalità non esime dall'osservanza dei termini di dilazione previsti per la comparizione.

  • art. 180 c.p.p.

    Definisce i termini entro i quali devono essere dedotte o rilevate vizi e nullità: la nullità relativa all'intervento dell'imputato deve essere dedotta o rilevata prima della deliberazione della sentenza d'appello.

  • art. 163 c.p.

    Riguarda il riconoscimento di benefici (es. sospensione condizionale della pena); nel caso concreto la questione è stata sollevata ma non decisa perché assorbita dopo l'annullamento per vizio procedurale.

Massime di principio

  • La notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello deve rispettare il termine dilatorio di 20 giorni previsto dall'art. 601 c.p.p.; la sua violazione può comportare la nullità della pronuncia impugnata.
  • In regime di trattazione camerale e con utilizzo della notificazione telematica (PEC), la violazione del termine rimane rilevante: la modalità di notifica non supplisce al rispetto del termine dilatorio.
  • La nullità relativa all'intervento dell'imputato deve essere sollevata tempestivamente (prima della deliberazione): può essere dedotta anche nelle conclusioni scritte depositate prima della decisione d'appello.
  • Se il giudice d'appello omette di pronunciare sulla eccezione di nullità per termine di comparizione, la Corte di Cassazione può annullare e disporre il rinvio per nuovo giudizio.
  • Questioni di merito (es. riconducibilità della condotta, concessione di benefici) possono risultare assorbite se la pronuncia viene annullata per vizi procedurali formali; è quindi strategico sollevare tempestivamente le nullità procedurali quando esistono.

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