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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25511/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di liberazione condizionale. Di Fiore, collaboratore di giustizia condannato a 30 anni e in detenzione domiciliare dal 2016, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per presunta mancata valutazione unitaria del 'ravvedimento', censurava l'uso illegittimo del mancato adempimento delle obbligazioni civili come criterio ostativo (art. 176 c.p. in relazione ad art. 16-novies L. 82/1991), contestava lo scostamento dalla sentenza rescindente ex art. 627 c.p.p. e denunciava il travisamento del fatto (sostenendo di non essere autore dell'omicidio del suocero).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile in parte e non fondata la censura sul travisamento del fatto (vizio non sindacabile in sede di legittimità come dedotto), e ha confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha fornito adeguata motivazione sul punto del ravvedimento. La Corte ha ricordato e applicato i principi giurisprudenziali relativi all'art. 16-novies: il ravvedimento è requisito necessario per la liberazione condizionale del collaboratore e va valutato complessivamente (periodo e ampiezza della collaborazione, rapporti familiari e con il personale giudiziario, attività lavorativa/studio/volontariato, ecc.). Ha precisato che il mancato adempimento delle obbligazioni civili non è di per sé ostativo per un collaboratore (a causa della deroga prevista dall'art. 16-novies), ma resta un elemento di valutazione che, unitamente ad altri indici e al quadro storico-personale e di pericolosità del condannato, può portare al rigetto del beneficio. Il Tribunale di Sorveglianza è stato ritenuto legittimato a rivalutare le risultanze sul rinvio e a motivare la decisione anche con riferimento alla gravità della condotta pregressa, alla durata e qualità della collaborazione e all'insufficienza degli elementi probatori a dimostrare un 'sicuro ravvedimento'.

Norme richiamate

  • art. 627 c.p.p.

    co. 3 (giudice del rinvio)

    Stabilisce le regole del giudice del rinvio: il giudice di rinvio può esercitare piena cognizione e rivalutare il compendio probatorio in conformità ai limiti della motivazione dettati dalla sentenza rescindente, giustificando il proprio convincimento secondo lo schema indicato nella sentenza di annullamento.

  • art. 16-novies d.l. 15 gennaio 1991, n. 8 (conv. L. n. 82/1991)

    la concessione dei benefici ... avuto riguardo all'importanza della collaborazione e sempre che sussista il ravvedimento

    Per i collaboratori di giustizia la liberazione condizionale (e altri benefici) richiede la sussistenza del ravvedimento; tuttavia la norma consente deroghe rispetto ad alcune disposizioni ordinarie (es. limiti di pena), sicché il mancato adempimento delle obbligazioni civili non è automaticamente ostativo ma rileva quale elemento tra i molti per valutare il ravvedimento.

  • art. 176 c.p.

    ultimo comma (richiamato)

    Nella disciplina ordinaria l'adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato può essere condizione per certi benefici; ma, alla luce dell'art. 16-novies, per i collaboratori tale requisito non può essere imposto in modo assoluto: la mancata riparazione può essere considerata ai fini della valutazione del ravvedimento ma non è di per sé preclusiva.

  • art. 606, co. 1, lett. e) c.p.p.

    modificato dalla legge n. 46/2006

    Limita la sindacabilità in Cassazione del travisamento del fatto: la Corte non può sovrapporre la propria valutazione integrale delle risultanze di merito salvo i casi ammessi dalla legge; pertanto il censurato travisamento generico è inammissibile.

  • art. 47-ter ordinamento penitenziario

    Richiamato quale cornice normativo per le misure alternative (permessi premio, detenzione domiciliare) cui si riferiscono le valutazioni sulla condotta intramuraria e sul percorso rieducativo del condannato.

Massime di principio

  • Per un collaboratore di giustizia l'esistenza del 'ravvedimento' è requisito necessario per la liberazione condizionale e va valutata nell'insieme: periodo/ampiezza della collaborazione, distacco dai gruppi criminali, attività lavorativa/di studio/volontariato, rapporti con familiari e personale giudiziario e comportamento durante l'esecuzione della pena.
  • Il mancato adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato non costituisce automaticamente un ostacolo per i benefici richiesti dal collaboratore (per effetto della deroga dell'art. 16-novies), ma rimane un elemento valutabile che può indebolire il giudizio di 'sicuro ravvedimento' se inserito in un quadro fattuale complessivamente negativo.
  • In caso di annullamento con rinvio il giudice di merito ha la facoltà di rivalutare le risultanze e decidere autonomamente, ma deve motivare coerentemente rispetto ai criteri indicati nella sentenza rescindente; non può ripetere i vizi motivazionali dell'atto annullato.
  • In sede di Cassazione la questione del travisamento del fatto è difficilmente sindacabile se dedotta in modo generico: la Corte non sostituisce la propria valutazione degli accertamenti di fatto compiuti dai giudici di merito salvo motivi specifici e tassativi.
  • Nella valutazione prognostica sulla concedibilità di benefici il giudice deve integrare più indici e non può basarsi su un solo elemento (es. assenza di riparazione civile): la decisione, comunque, può legittimamente privilegiare la gravità della pregresse condotte e segnali di persistenza della pericolosità nell'ipotesi in cui gli altri indici siano recenti, insufficientemente documentati o contraddittori.

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