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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25434/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione del reato di lesioni aggravate e confermato la condanna per estorsione. Il difensore deduceva travisamento delle prove e violazione degli artt. 56 e 629 c.p. (sosteneva che la vittima aveva già rinunciato al credito oggetto della contestazione e quindi mancassero gli elementi della costrizione e del profitto ingiusto, con conseguente riqualificazione in tentativo), violazione dell'art. 597 c.p.p. e dell'art. 53 L.689/81 per il diniego delle attenuanti generiche e per l'omessa valutazione della richiesta di sostituzione della pena detentiva con pena sostitutiva (lavoro di pubblica utilità) formulata via PEC.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo infondate le doglianze sulla responsabilità e sulla qualificazione giuridica (confermando il corretto apprezzamento delle prove in sede di merito), e ha respinto le censure sul trattamento sanzionatorio e sull'omessa valutazione della richiesta di pene sostitutive, ritenuta generica e quindi inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila (testo finale della sentenza riportato in modo incompleto nell'estratto).

Norme richiamate

  • art. 629 cod.pen.

    La Corte territoriale e la Cassazione hanno ritenuto sussistente il reato di estorsione: la rinuncia della vittima ad azioni esecutive (adesione a non procedere) integra danno patrimoniale e profitto ingiusto, idonei a configurare l'estorsione.

  • art. 56 cod.pen.

    Richiamato in relazione alla tematica del tentativo; la Corte ha escluso che la condotta si sia arrestata alla soglia del tentativo, ritenendo sufficiente l'efficacia coercitiva valutata secondo criteri di prognosi postuma.

  • art. 597 cod.proc.pen.

    Norma sul principio devolutivo dell'appello e sui benefici applicabili in appello; la Corte ha ritenuto che la rideterminazione della pena non potesse avvenire in presenza di errore sulla pena base non impugnato dal P.G. e che la richiesta di pene sostitutive debba essere specifica e motivata ove prevista.

  • art. 53 L. 689/81

    Norma sulle pene sostitutive: la Corte ha richiamato che la richiesta di sostituzione della pena deve essere espressa e specifica; una richiesta generica (come quella via PEC nel caso) è inammissibile.

  • art. 62-bis cod.pen.

    Riferita alle attenuanti generiche: la Corte ha affermato che lo stato di incensuratezza, da solo, non costituisce elemento sufficiente per il riconoscimento delle attenuanti generiche.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Richiamata la disciplina transitoria relativa alle pene sostitutive: anche in presenza di tale disciplina è necessaria una richiesta espressa e specifica dell'imputato per ottenere la sostituzione della pena.

  • art. 585, comma 4, cod.proc.pen.

    Norma sulle motivazioni e sull'introduzione di motivi nuovi in cassazione: la Corte ricorda che la richiesta di pene sostitutive può essere formulata anche posteriormente ma deve comunque essere tempestiva e specifica, pena l'inammissibilità.

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Norma che autorizza la statuizione sulle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte l'ha applicata dichiarando inammissibile il ricorso e regolando le spese.

Massime di principio

  • In materia di estorsione, la rinuncia della vittima a far valere un diritto giudiziale può integrare il danno patrimoniale e il profitto ingiusto richiesti dalla fattispecie; non è necessario che il danno sia rappresentato da mera sottrazione di beni materiali.
  • L'efficacia coercitiva della minaccia va valutata secondo una prognosi postuma e non in base alla reazione immediata o alla resistenza concreta mostrata dalla vittima; quindi anche minacce che non paiono efficaci sul momento possono integrare estorsione se prevedibilmente idonee a costringere.
  • Le impugnazioni in Cassazione non possono rimettere in discussione liberamente il giudizio di attendibilità delle prove fatto dai giudici di merito, salvo profili specifici di travisamento o motivazione insufficiente; la censura basata su mera diversa lettura del materiale probatorio è spesso inammissibile.
  • Per ottenere il riconoscimento di attenuanti generiche è necessario un apprezzamento motivato che non può fondarsi esclusivamente sullo stato di incensuratezza; il difensore deve articolare elementi concreti a sostegno.
  • Le richieste di applicazione di pene sostitutive devono essere formulate in modo preciso e motivato (indicando la pena sostitutiva concreta e le ragioni di spettanza) e, se non presentate correttamente in primo grado, devono essere sollevate tempestivamente in appello (al più tardi in udienza di discussione), pena l'inammissibilità per genericità.
  • In Cassazione la decisione si concentra su questioni di diritto e motivazione; per efficaci censure sulla qualificazione del fatto o sulla pena occorre segnalare vizi motivazionali rilevanti e non limitarsi a una rivalutazione del materiale probatorio.

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