Cassazione Penale, Sentenza n. 30524/2023 del 13/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 23/11/2022 che confermava la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava: a) la sussistenza e la motivazione circa il reato associativo (art. 416-bis c.p.), lamentando che il Tribunale non avesse valutato nel merito le difese e che avesse fatto solo richiamo per relationem all'ordinanza genetica; b) la fondatezza delle imputazioni di estorsione e di detenzione/porto d'armi aggravati dall'art. 416-bis, con critica della logica motivazionale (p.es. asserita "estorsione ambientale" anziché commerciale); c) la carenza probatoria per il reato di usura contestato nei confronti di Corbisiero Salvatore; d) l'insussistenza dell'esercizio abusivo di attività finanziaria (art. 132 D.Lgs. 385/1993) e l'erronea applicazione dell'aggravante 416-bis; e) l'assenza di esigenze cautelari attuali e l'iniquità della misura carceraria, anche in considerazione del tempo trascorso.
La decisione
Il ricorso è stato respinto come inammissibile e, nel merito, infondato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi a carico di Sepe mediante intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, videoregistrazioni e riscontri di polizia giudiziaria; che il richiamo "per relationem" all'ordinanza genetica fosse legittimo data la genericità delle censure; che le doglianze proposte fossero in gran parte rimessive a rivalutazioni di merito non consentite in sede di legittimità; che, con riferimento all'art. 416-bis, operi la presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere, non superata in mancanza di elementi che dimostrino la definitiva rottura dei rapporti dell'indagato con l'organizzazione. Conseguentemente l'ordinanza impugnata è confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Fondamento della competenza del tribunale del riesame per le impugnazioni contro le misure cautelari disposte dal GIP
Delitto associativo di stampo mafioso; nel caso la qualificazione del gruppo come "clan Sangermano" e la partecipazione del ricorrente sono ritenute suffragate da intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e videoregistrazioni
Criteri per la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte ricorda che in sede cautelare i gravi indizi non richiedono la stessa precisione richiesta per il giudizio di merito
Esigenze cautelari: principio generale richiamato ma subordinato alla presunzione speciale prevista per i reati di cui all'art. 275, comma 3
Presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere per i reati indicati; la Corte ha ritenuto applicabile tale presunzione al reato associativo e non superata dal mero decorso del tempo
Norme sul giudizio di merito e sulla valutazione degli indizi; la Corte chiarisce che le garanzie di precisione e concordanza di art. 192, comma 2, non si applicano pienamente alla sede cautelare
Delitto di esercizio abusivo di attività finanziaria: la Corte ritiene corretta la qualificazione quando l'attività si inserisce nel mercato libero e è rivolta a una platea potenzialmente illimitata, anche se praticata verso una cerchia ristretta
Condotte tipiche che integrano l'esercizio abusivo di attività finanziaria; il Tribunale ha ritenuto che gli scambi intercettati e la diffusione di prestiti costituissero elementi idonei a configurare il reato
Regola sulla condanna alle spese processuali a carico dell'istante in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- In sede di Cassazione contro misure cautelari il sindacato è limitato: sono ammissibili censure che denuncino violazioni di norme o manifesta illogicità della motivazione, non semplici rivalutazioni fattuali.
- La prova cautelare può fondarsi sulla combinazione di intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori, videoregistrazioni e riscontri di polizia giudiziaria; tale insieme può costituire "grave indizio" anche se singoli elementi isolati non sarebbero decisivi.
- Il richiamo "per relationem" all'ordinanza genetica è legittimo quando le censure difensive non disarticolano specificamente le argomentazioni contenute nell'originario provvedimento; se le doglianze sono generiche il tribunale del riesame può validamente rinviare alla motivazione precedente.
- Per i reati previsti dall'art. 416-bis opera una presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere; il ricorrente deve fornire elementi probanti che dimostrino la definitiva rottura dei legami con l'organizzazione per superare tale presunzione.
- Le doglianze che si limitano a sostenere l'inattendibilità delle persone offese o a chiedere una diversa valorizzazione degli elementi probatori sono in gran parte inammissibili in sede di legittimità, dovendosi riservare tali valutazioni al giudice di merito.
- L'accertamento dell'esercizio abusivo di attività finanziaria richiede valutazione sulla modalità di inserimento nel mercato e sulla potenziale platea di destinatari; anche attività rivolta a soggetti limitati può integrare il reato se rivolta a una platea potenzialmente illimitata.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30487/2023 del 13/07/2023
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30488/2023 del 13/07/2023
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30489/2023 del 13/07/2023
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30490/2023 del 13/07/2023
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30491/2023 del 13/07/2023
- Sentenza penale · 13 lug 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 30492/2023 del 13/07/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →