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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48579/2023 del 06/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibili le loro istanze di sostituzione delle pene detentive (con misure alternative ex art. 56 legge n. 689/1981 e art. 95 d.lgs. n.150/2022) ritenendo che l'esistenza di un ricorso per cassazione "pendente" alla data di entrata in vigore del d.lgs. n.150/2022 dovesse ricomprendere anche i ricorsi poi dichiarati inammissibili, e quindi consentire la presentazione dell'istanza al giudice dell'esecuzione. I ricorrenti invocavano il principio della "lex mitior", la ratio favorevole della riforma e sollevavano questione di legittimità costituzionale per presunta violazione degli artt. 3 Cost. e del principio di ragionevolezza.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i ricorsi. Ha stabilito che la disposizione transitoria (art. 95 d.lgs. n.150/2022) ha natura sostanziale e che la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione, se il ricorso era pendente alla data di entrata in vigore del decreto, non preclude la possibilità per il condannato (pena detentiva non superiore a quattro anni) di presentare al giudice dell'esecuzione l'istanza per ottenere una pena sostitutiva entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Milano per nuovo giudizio alla luce dei principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 95 d.lgs. n.150/2022

    "il condannato a pena detentiva non superiore a quattro anni, all'esito di un procedimento pendente innanzi alla Corte di cassazione all'entrata in vigore del presente decreto, può presentare istanza di applicazione di una delle pene sostitutive di cui al Capo III della legge 24 novembre 1981 n.689, al giudice dell'esecuzione..."

    La Corte interpreta "procedimento pendente" in senso comprensivo anche dei ricorsi poi dichiarati inammissibili, purché il ricorso fosse effettivamente pendente alla data di entrata in vigore del decreto; tale previsione transitoria è di natura sostanziale e consente al condannato di chiedere la pena sostitutiva entro 30 giorni dall'irrevocabilità.

  • art. 56 legge 24 novembre 1981 n. 689

    Le pene sostitutive previste dal Capo III della legge n.689/1981 sono considerate vere e proprie pene di natura sostanziale; pertanto la disciplina che le regola è soggetta al principio della legge più favorevole (lex mitior).

  • art. 2 cod. pen. (principio della legge penale più favorevole - lex mitior)

    Applicato quale principio generale: la sopravvenuta norma sostanziale più favorevole deve trovare applicazione anche nei procedimenti pendenti, inclusi quelli in cassazione, salvo deroghe giustificate dalla legge; fondamento dell'estensione dell'art.95 ai casi di ricorso inammissibile.

  • art. 609 cod. proc. pen.

    Utilizzato per richiamare la possibilità che la Corte di cassazione, anche nel caso di ricorso inammissibile, possa intervenire sul punto di diritto (es. annullamento "sul punto") quando è in gioco l'applicazione di una norma più favorevole intervenuta successivamente.

  • art. 545-bis cod. pen.

    Rilevato per precisare che, di regola, la competenza ad applicare le pene sostitutive appartiene al giudice della cognizione; tuttavia la norma transitoria attribuisce al giudice dell'esecuzione la possibilità, in determinate condizioni, di rinnovare il giudicato e applicare la pena sostitutiva.

  • art. 3 Cost.

    La questione di legittimità costituzionale sollevata dai ricorrenti (per presunta violazione del principio di uguaglianza/ ragionevolezza) è stata assorbita dall'accoglimento del ricorso; la Corte non ha ritenuto sussistenti profili tali da rendere la norma incostituzionale nel caso concreto.

  • art. 131-bis cod. pen. e giurisprudenza Sez. U.

    Riferimento comparativo: la Corte richiama precedenti Sezioni Unite che hanno applicato la lex mitior anche ai procedimenti pendenti in Cassazione e anche nel caso di ricorsi dichiarati inammissibili (a titolo esemplificativo e per consolidare il criterio generale).

Massime di principio

  • La disposizione transitoria dell'art.95 d.lgs. n.150/2022, essendo di natura sostanziale, va applicata a favore del condannato quando più favorevole (principio della lex mitior), anche se il ricorso in Cassazione, pendente alla data di entrata in vigore, è stato poi dichiarato inammissibile.
  • Per valutare la "pendenza" ai fini dell'art.95 conta che la sentenza di merito sia stata pronunciata prima dell'entrata in vigore del decreto; l'eventuale successiva declaratoria di inammissibilità non elimina la possibilità di chiedere la pena sostitutiva al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dall'irrevocabilità.
  • La richiesta della pena sostitutiva davanti al giudice dell'esecuzione non è automatica: occorre che sussistano i requisiti di legge e il giudice esamini la sussistenza delle condizioni per la sostituzione; la pronuncia in favore equivale a una rinnovazione del giudicato nella specifica ipotesi disciplinata.
  • Non bisogna confondere questioni procedurali (es. condizioni di procedibilità, avvisi alla persona offesa) con l'applicazione della lex mitior: la giurisprudenza ammette applicazioni favorevoli anche in presenza di impugnazioni inammissibili quando la legge transitoria lo dispone o la natura sostanziale della norma lo giustifica.
  • In situazioni analoghe, i difensori devono monitorare le date chiave (pronuncia di condanna in grado d'appello; entrata in vigore della norma; data di irrevocabilità) e valutare tempestivamente l'eventuale presentazione dell'istanza al giudice dell'esecuzione entro il termine dei 30 giorni dall'irrevocabilità.

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