Cassazione Penale, Sentenza n. 48513/2023 del 06/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna confermata dalla Corte d'Appello di Milano del 02/11/2022. Motivazioni aggregate: richiesta di derubricazione dei reati da traffico/cessione (art. 73, comma 1 d.P.R. 309/1990) a ipotesi di lieve entita' (art. 73, comma 5); censura sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; deduzioni di vizio di motivazione e insufficiente prova in ordine alla responsabilita' e alla qualifica giuridica (inclusa la tesi della applicabilita' del comma 1-bis in un caso). Alcuni difensori hanno contestato che le deduzioni di non modicita' delle quantita' si fondassero su congetture e che non vi fosse prova del ruolo stabile degli imputati.
La decisione
Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Corte di Cassazione ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: ha confermato che i giudici di merito hanno compiuto una valutazione globale e motivata (tenendo conto di elementi quali modalita', mezzi, contesto, ruolo degli imputati e quantitativi accertati), che giustifica il rifiuto della derubricazione a lieve entita' e il diniego delle attenuanti generiche. Per quanto riguarda specifiche doglianze: la richiesta di applicazione dell'art. 1-bis e' risultata inconferente alla luce della sentenza della Corte Costituzionale che ha ricondotto il testo vigente dell'art. 73 al previgente; le censure probatorie sono state ritenute ricognizioni meramente critiche e non idonee al sindacato di legittimita'. A carico di ciascun ricorrente e' stata inoltre disposta la condanna al pagamento delle spese processuali e l'obbligo di versare Euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73 (commi rilevanti: 1 e 5)
L'art. 73 punisce le condotte di produzione, traffico e cessione di stupefacenti (comma 1). Il comma 5 disciplina l'ipotesi di "lieve entita'"; la Corte ha interpretato che la derubricazione richiede una valutazione globale degli elementi indicati dalla norma (mezzi, modalita', circostanze dell'azione e quantita'/qualita' dello stupefacente) e che la presenza di un inserimento stabile nel circuito dello spaccio impedisce la riconducibilita' alla lieve entita' anche se le singole quantita' sono non accertate o modiche.
Sentenza Corte Costituzionale n. 32 del 25/02/2014
Ha inciso sul regime normativo relativo alle modifiche introdotte dall'art. 4-bis del d.l. 272/2005; la Cassazione ha richiamato tale pronuncia per affermare che, nel caso concreto, non e' applicabile la richiamata fattispecie 1-bis come prospettata dal ricorrente e che va fatto riferimento al testo vigente dell'art. 73.
Codice di procedura penale, art. 616
Prevede l'onere di versare somme alla Cassa delle Ammende in relazione all'inammissibilita' dei ricorsi quando sussistono ragioni di colpa: la Corte ha imposto il versamento di Euro 3.000,00 a ciascun ricorrente in considerazione delle ragioni dell'inammissibilita'.
Giurisprudenza di legittimita' (Sez. U. n. 51063/2018, Murolo e altre pronunce citate)
Richiamata come principio: il giudice deve valutare e motivare l'insieme degli elementi ostativi e quelli mitiganti della fattispecie di lieve entita', spiegando il bilanciamento operato; inoltre e' legittimo il mancato riconoscimento della lieve entita' se emerge una capacità non episodica di diffusione di stupefacenti.
Giurisprudenza di legittimita' (Sez. 4 n. 40720/2017, Nafia; Sez. 6 n. 29132/2017, Merli; Sez. 6 n. 38606/2018, Sefar)
Confermano che la quantita' da sola non e' determinante: il giudice deve considerare anche il contesto, i modi, i mezzi e la ripetitivita' dell'attivita', potendo escludere la lieve entita' anche per cessioni quantitativamente modeste se si inseriscono in un'attivita' sistematica.
Massime di principio
- Per ottenere la derubricazione a "lieve entita'" (art. 73, comma 5) non basta contestare il dato quantitativo: il giudice valuta complessivamente mezzi, modalita', circostanze dell'azione e qualita'/quantita' della sostanza; un ruolo stabile o la capacita' di rifornire piu' soggetti ostano alla lieve entita'.
- La Corte di Cassazione e' limitata a sindacare vizi di motivazione o di diritto; non rivede i fatti se il percorso probatorio del giudice di merito e' coerente e adeguatamente motivato.
- Per la concessione delle attenuanti generiche occorrono elementi concreti e specifici: deduzioni generiche sulla condotta di vita o sulla condizione personale sono inadeguate ed espongono a rigetto.
- Le impugnazioni generiche o che sollecitano una diversa lettura del compendio probatorio sono spesso dichiarate inammissibili: il ricorso deve indicare puntualmente le ragioni di diritto e di fatto.
- In caso di ricorso inammissibile, il giudice puo' condannare alle spese e imporre il pagamento alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto va valutato anche il rischio economico-processuale prima di proporre impugnazioni infondate.
- Se vi e' contestazione sulla qualificazione giuridica in relazione a modifiche normative passate, verificare preliminarmente l'effettivo testo di legge vigente e le pronunce costituzionali che possono averne inciso l'operativita'.
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