Sentenza n. 8349/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento della Prefettura di Roma - Sportello Unico per l'Immigrazione sulle istanze relative alla domanda di ingresso e al rilascio del permesso di soggiorno
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dalla Prefettura di Roma - Sportello Unico per l'Immigrazione sulle richieste trasmesse via PEC e ricevute dall'amministrazione il 13 novembre 2025, il 1° dicembre 2025 e il 9 gennaio 2026, nonché sulla diffida ad adempiere del 26 gennaio 2026. Ha chiesto che la Prefettura fosse condannata a provvedere entro trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a., e con contestuale rilascio del permesso di soggiorno.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Nelle more del giudizio, infatti, il procedimento amministrativo è stato definito con la revoca del nulla osta e il rigetto della domanda di ingresso presentata dal datore di lavoro in favore del ricorrente; il provvedimento è stato assunto il 15 aprile 2026 e notificato il 17 aprile 2026. Poiché l'amministrazione ha ormai provveduto sulla pratica, è venuto meno l'interesse del ricorrente alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Il Tribunale ha compensato le spese per giustificati motivi, in ragione della definizione in rito. Ha inoltre liquidato al difensore del ricorrente, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, euro 903,25, oltre spese generali al 15% e accessori di legge, applicando le riduzioni indicate in sentenza.
Norme richiamate
eventuale nomina di un commissario ad acta
La disposizione è richiamata quale base della richiesta, formulata dal ricorrente, di nomina di un commissario ad acta in caso di mancata ottemperanza dell'amministrazione all'ordine di provvedere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse
Il ricorso è dichiarato improcedibile perché, dopo la sua proposizione, l'amministrazione ha definito il procedimento, facendo venir meno l'interesse alla decisione sull'azione contro il silenzio.
Norma richiamata tra quelle applicate dal giudice nella definizione del giudizio.
art. 4, comma 9, decreto ministeriale sui parametri forensi
Riduzione del 50 % su € 3.613,00 per inammissibilità, improponibilità o improcedibilità
La disposizione è applicata per la riduzione del compenso professionale in ragione della definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità.
Riduzione del 50 % su € 1.806,50 per gratuito patrocinio
La disposizione è applicata per la riduzione del compenso spettante al difensore del ricorrente ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio-inadempimento diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione definisce il procedimento mediante l'adozione e la notificazione di un provvedimento espresso.
- La sopravvenuta adozione di un provvedimento espresso sulla pratica amministrativa fa venir meno l'interesse alla decisione sull'obbligo dell'amministrazione di provvedere, anche quando il provvedimento sopravvenuto sia sfavorevole all'interessato.
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