Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18421/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Palermo che aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare subita dal 21/11/2017 al 28/05/2018 per l'addebito di associazione mafiosa (art. 416 bis c.p.). Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 314 c.p.p., sostenendo che l'assoluzione in sede di merito e l'assenza di frequentazioni significative al di fuori della cerchia parentale non giustificavano l'esclusione dell'indennizzo; la difesa dello Stato sosteneva che i rapporti e le conversazioni intercettate dimostravano una condotta gravemente colposa e idonea a trarre in inganno l'autorità giudiziaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'appello che aveva ritenuto sussistente una condotta di grave negligenza/imprudenza del Lo Iacono nella forma di "frequentazioni ambigue" e altre condotte che avevano creato l'apparenza di un inserimento nella consorteria mafiosa. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e al rimborso delle spese del Ministero resistente liquidate in euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma applicata per escludere il diritto alla riparazione quando il richiedente abbia causato o concorso a causare l'ingiusta detenzione con dolo o colpa grave; la Corte l'ha interpretata come impedimento in presenza di condotte che abbiano creato la falsa apparenza di responsabilità penale

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato per la nozione di colpa: la colpa grave consiste in negligenza, imprudenza o imperizia tale da rendere prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria

  • Giurisprudenza consolidata (Sez. U n. 51779/2013, Sez. 4 n. 43302/2008, Sez. 4 n. 33830/2015, Sez. 4 n. 21575/2014, e altre)

    Principi di diritto richiamati: il sindacato della Cassazione è limitato alla correttezza del procedimento logico-giuridico del giudice di merito; la valutazione sulla sussistenza del dolo o della colpa grave spetta al giudice di merito; le "frequentazioni ambigue" possono integrare colpa grave se oggettivamente interpretabili come indizi di complicità e non giustificate da rapporti di parentela o da esigenze indispensabili

Massime di principio

  • L'assoluzione nel giudizio di merito non determina automaticamente il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione: il giudice della riparazione valuta ex ante se la condotta del detenuto abbia, con dolo o colpa grave, creato l'apparenza di responsabilità penale
  • La Corte di Cassazione controlla la correttezza logico-giuridica della motivazione del giudice di merito, non rifà la valutazione di merito sui fatti
  • Frequentazioni ambigue con soggetti mafiosi o criminali possono ostare alla riparazione se non giustificate (anche se tra i rapporti vi è parentela), quando tali frequentazioni siano state poste in essere con consapevolezza e siano oggettivamente interpretabili come indizi di complicità
  • Il requisito della colpa grave comprende condotte di macroscopica imprudenza o negligenza che rendono prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria; occorre valutare se tali condotte siano state concausa del provvedimento restrittivo
  • In situazioni simili, la migliore strategia difensiva è documentare tempestivamente e chiaramente i rapporti personali (es. natura familiare e non criminale delle frequentazioni), fornire spiegazioni puntuali sulle conversazioni contestate e dimostrare l'assenza di consapevolezza o partecipazione ad attività illecite

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.