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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25905/2023 del 05/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente gestore)

La controversia

L'associazione ricorrente aveva agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'insussistenza del proprio obbligo, affermato in sede cautelare, di eseguire interventi di manutenzione e ripristino di una palificazione posta a protezione del corso d'acqua demaniale denominato Colatore Rotta, nonché per ottenere la restituzione di eventuali somme spese in esecuzione dei lavori. Deduceva inoltre che le opere e le pertinenze del condominio sarebbero state abusive perché realizzate in violazione della disciplina urbanistica e delle distanze legali dal confine demaniale. Il Tribunale regionale per le acque pubbliche aveva declinato la competenza a favore del tribunale ordinario, ritenendo che la domanda non investisse atti della pubblica amministrazione o scelte di governo delle acque. Con il regolamento di competenza la ricorrente ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 140 del r.d. n. 1775 del 1933, sostenendo che la controversia richiedeva accertamenti tecnico-idraulici sui limiti dell'alveo e delle sponde del corso d'acqua e sulla legittimità delle opere di difesa, così da rientrare nella competenza del giudice specializzato.

La decisione

La Corte ha accolto il regolamento di competenza. Ha ritenuto che le domande proposte implicassero necessariamente l'accertamento della configurabilità di obblighi di manutenzione e ripristino dell'argine e delle sponde del corso d'acqua demaniale, nonché la verifica della legittimità delle opere realizzate in prossimità del demanio idrico. Tali accertamenti ricadono nella previsione dell'art. 140, lett. b), del r.d. n. 1775 del 1933, poiché concernono i limiti dei corsi o bacini, i loro alvei e le loro sponde. Perciò è stata dichiarata la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche di Milano, con conseguente rinvio della causa davanti a quel giudice. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'intimato.

Norme richiamate

  • art. 140 r.d. n. 1775 del 1933

    La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche sussiste quando la controversia richiede accertamenti sui limiti, sugli alvei e sulle sponde dei corsi d'acqua, ovvero quando investe scelte di governo delle acque nell'interesse generale; nel caso concreto la Corte ha ritenuto applicabile la lett. b).

  • art. 2051 c.c.

    La responsabilità per omessa manutenzione di opere idrauliche in custodia può gravare sull'ente gestore, analogamente a un custode privato, quando si discuta di incuria o omissione nella manutenzione.

  • art. 366 n. 6 c.p.c.

    La ricorrente ha richiamato il rispetto degli oneri di specificità e autosufficienza del ricorso, valorizzato dalla Corte nel riportare le domande introduttive.

  • art. 369 n. 4 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'onere di produzione degli atti e documenti su cui il ricorso si fonda.

  • art. 96 r.d. n. 523 del 1904

    Norma evocata dalla ricorrente per sostenere l'illegittimità delle costruzioni in violazione delle fasce di rispetto idraulico.

  • art. 133 r.d. n. 368 del 1904

    Norma evocata dalla ricorrente per contestare la realizzazione di manufatti entro le fasce di rispetto del confine demaniale.

  • art. 12 r.d. n. 523 del 1904

    Richiamato per affermare che i proprietari frontisti sono tenuti solo alla costruzione delle opere a difesa dei propri beni, mentre la manutenzione delle opere idrauliche spetta all'autorità amministrativa.

  • art. 2 r.d. n. 523 del 1904

    Richiamato per affermare il dovere dell'autorità amministrativa di mantenere la regolarità dei ripari e degli argini o di altre opere entro gli alvei e contro le sponde.

Massime di principio

  • La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche va affermata non solo quando si controverta direttamente di atti amministrativi di governo delle acque, ma anche quando la decisione presupponga un accertamento sulla delimitazione dell'alveo, delle sponde o dei limiti del corso d'acqua demaniale.
  • Rientrano nella competenza del giudice specializzato le domande risarcitorie o di accertamento che, pur formalmente dirette a ottenere una pronuncia negativa sull'obbligo di intervenire o sulla legittimità di manufatti privati, implicano la verifica dei presupposti degli obblighi di manutenzione e difesa idraulica del bene demaniale.
  • Se la controversia richiede di stabilire se l'ente debba o non debba intervenire sulla sistemazione di argini e sponde, la questione attiene al governo delle acque pubbliche e non può essere ricondotta al solo comportamento omissivo di mera incuria dinanzi al giudice ordinario.
  • Quando le domande presuppongono l'esame della legittimità di opere costruite in prossimità di un corso d'acqua demaniale, il giudice deve valutare in via preliminare l'estensione dell'area demaniale e delle fasce di rispetto; tale nesso rende operante la competenza del tribunale delle acque.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaResponsabilità della PA
RamiProcesso civileResponsabilità civile
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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