Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23236/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Antonio Calabria impugna la conferma di condanna per appropriazione indebita aggravata: contesta la valutazione probatoria ritenuta contraddittoria e insufficiente, deduce l'assenza di un rapporto professionale formale (perciò inesistenza della prestazione d'opera e dell'aggravante di cui all'art. 61 n. 11 c.p.), censura la mancata applicazione dell'art. 12 del D.Lgs. 10 aprile 2018 n. 36 (sostiene che la fattispecie è divenuta procedibile a querela e richiedeva avviso alle persone offese), chiede rinnovazione dell'istruttoria in appello per produrre documenti attestanti la restituzione delle somme, lamenta violazione del principio della prova "oltre ogni ragionevole dubbio" e invoca la non punibilità per particolare tenuitù ex art. 131bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate o non proponibili in sede di legittimità le censure sulla valutazione del merito (riconoscendo i limiti del sindacato in Cassazione sulla valutazione delle prove), ha confermato la corretta applicazione dell'aggravante ex art. 61 n. 11 c.p. ritenendo la nozione di "abuso di relazioni di prestazione d'opera" estesa anche a rapporti di fiducia con obbligo di facere non necessariamente formalizzati per iscritto; ha escluso la rilevanza dell'art. 12 D.Lgs. 36/2018 poiché le persone offese avevano già sporto querela e si erano costituite parte civile; ha respinto la richiesta di rinnovazione probatoria rilevando l'irrilevanza probatoria della documentazione solo in copia e già datata in epoca precedente al primo grado; ha ritenuto generica la deduzione relativa ad art. 131bis; perciò ha confermato la condanna di merito e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e alla somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 61 n. 11 cod. pen.

    L'aggravante per "abuso di relazioni di prestazione d'opera" si applica non solo al rapporto di lavoro formale, ma a ogni rapporto che comporti un obbligo di facere e instauri una relazione di fiducia che possa agevolare la commissione del reato

  • art. 12 D. Lg.vo 10 aprile 2018 n. 36

    La disciplina transitoria che rende alcuni reati procedibili a querela richiede l'avviso alla persona offesa solo se questa non ha già manifestato la volontà di punizione (es. mediante querela o costituzione di parte civile); pertanto non operava nel caso in cui le vittime si erano già costituite parte civile

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato della Cassazione: le censure devono attinere a vizi di motivazione quali la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà; non è consentito rimettere in discussione la valutazione di merito delle prove

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Regole sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello: la parte che chiede l'ammissione di prove sopravvenute deve dimostrare la loro effettiva sopravvenienza; il giudice può rifiutare la rinnovazione se la documentazione prodotta in copia non garantisce autenticità e rilevanza

  • art. 131bis cod. pen.

    La non punibilità per particolare tenuitù necessita di un'argomentazione circostanziata; deduzioni generiche non sono idonee a ottenere il beneficio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di contribuzione alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso e condanna alle spese

Massime di principio

  • In sede di Cassazione non è possibile rinnovare la valutazione del merito probatorio salvo che non emergano vizi della motivazione quali la sua mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà; le doglianze che chiedono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili
  • L'aggravante ex art. 61 n. 11 c.p. va interpretata ampiamente: non è necessario un incarico scritto o un rapporto lavorativo formale, basta un rapporto che implichi un obbligo di facere e una relazione di fiducia che favorisca l'appropriazione
  • Quando una riforma rende un reato procedibile a querela (D.Lgs. 36/2018), il giudice non è tenuto a dare l'avviso previsto se risulta dagli atti che la persona offesa ha già esercitato la volontà di punizione (querela o costituzione di parte civile)
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello per documenti sopravvenuti richiede la produzione di elementi concreti che dimostrino la sopravvenienza e, preferibilmente, gli originali; copie non autenticate possono essere ritenute insufficienti
  • L'eccezione della non punibilità per particolare tenuitù (art. 131bis) richiede una motivazione specifica e fattuale: argomentazioni generiche sulla "tenuità" non sono efficaci in sede di legittimità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.