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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18701/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di trasferimento fraudolento di valori. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione sulla configurabilità dell'art. 512-bis c.p., sostenendo che la Corte territoriale avrebbe errato nel ritenere sufficiente, per integrare il reato, la sola fittizietà dell'intestazione della società e la consapevolezza dell'intestatario apparente, senza bisogno di un apporto finanziario diretto del dominus reale né di una formale partecipazione alla costituzione dell'ente. Con il secondo motivo ha dedotto motivazione apparente sull'elemento soggettivo, lamentando l'assenza di prova della consapevolezza, in capo al concorrente interposto, della finalità elusiva della fittizia intestazione. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati e, in parte, non consentiti perché meramente reiterativi delle doglianze già prospettate in appello e disattese con motivazione immune da vizi logici.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che le censure riproponevano questioni già affrontate e respinte in appello e che la motivazione della sentenza impugnata era congrua e conforme alla giurisprudenza di legittimità: il trasferimento fraudolento di valori si configura come fattispecie a forma libera, realizzabile mediante attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di beni, e il soggetto che accetta consapevolmente l'intestazione fittizia risponde a titolo di concorso nella medesima figura criminosa. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 512-bis c.p.

    Il delitto di trasferimento fraudolento di valori è qualificato come fattispecie a forma libera; si perfeziona con l'attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di denaro, beni o utilità, anche senza un apporto finanziario diretto del dominus reale o una formale partecipazione alla costituzione dell'ente.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel reato di trasferimento fraudolento di valori non è necessario che il dominus reale fornisca un apporto finanziario diretto o partecipi formalmente alla costituzione della società: è sufficiente la fittizia intestazione di titolarità o disponibilità del bene o dell'attività.
  • Chi accetta consapevolmente di fungere da intestatario apparente, con cosciente adesione alla finalità elusiva, risponde a titolo di concorso nel medesimo reato, perché la sua condotta contribuisce alla lesione dell'interesse protetto dalla norma.
  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riprodurre censure già svolte in appello e già puntualmente disattese dal giudice di merito con motivazione logica e coerente.
  • La contestazione di un vizio di motivazione è inefficace quando la sentenza impugnata dia conto, in modo non manifestamente illogico, della prova degli elementi costitutivi del reato e dell'elemento soggettivo.

Come è indicizzato

MaterieElemento soggettivoImpugnazioni
RamiParte generaleReati contro la PA
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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