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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27435/2026 del 21/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato, confermando quindi la misura cautelare custodiale e la valutazione del riesame sulla sussistenza dei gravi indizi, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e con gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un'ordinanza del Tribunale del riesame di Cagliari che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata a una pluralità di soggetti, ritenuti partecipi di un'associazione per delinquere dedita a furti in una vasta area del nord Sardegna. Nei confronti del ricorrente la misura era stata disposta per il delitto di associazione per delinquere e per plurimi furti aggravati, riferiti ai capi 1, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 13, 14 e 15. Con un unico motivo di ricorso si denunciavano violazione di legge e vizio di motivazione sulla ritenuta sussistenza del reato associativo, sostenendo che mancassero stabilità del contributo del ricorrente, un accordo criminoso, una struttura organizzativa e ruoli definiti; inoltre si evidenziava che alcuni furti sarebbero stati commessi quando il ricorrente era lontano dal territorio dei fatti e che la sua partecipazione sarebbe stata limitata solo ad alcuni episodi e non ad altri reati.

Norme richiamate

  • art. 416 c.p.

    Il delitto di associazione per delinquere richiede stabilità del vincolo, indeterminatezza del programma criminoso ed esistenza di una struttura, anche minima, idonea al perseguimento degli scopi illeciti; tali elementi possono essere desunti in via indiziaria dalle modalità concrete dei reati-fine, dalla serialità, dalla ripartizione dei ruoli e dalla continuità dei rapporti tra i correi.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    La cancelleria deve curare gli adempimenti previsti dalla disposizione dopo la decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità avverso ordinanze in materia cautelare, la Corte di cassazione non può procedere a una nuova lettura del materiale probatorio né sostituire la propria valutazione a quella del giudice del riesame; il controllo è limitato alla violazione di specifiche norme di legge e alla tenuta logico-giuridica della motivazione.
  • La configurabilità dell'associazione per delinquere può essere desunta anche da elementi indiziari, quando i reati-fine siano reiterati, seriali, omogenei nelle modalità esecutive, commessi con coinvolgimento dei medesimi soggetti e con mezzi comuni, tali da rivelare un vincolo stabile e un programma criminoso aperto.
  • La mancanza di partecipazione a tutti i reati-fine o l'uso di strumenti personali non escludono, di per sé, la sussistenza del contributo partecipativo all'associazione, se il complesso degli elementi valorizzati dal giudice di merito dimostra contatti stabili e inserimento in un'organizzazione criminale.
  • In tema di misure cautelari personali, una motivazione del riesame che valorizzi in modo coerente intercettazioni, continuità dei rapporti, pianificazione preventiva e reiterazione delle condotte è idonea a sorreggere il giudizio di gravità indiziaria.
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Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale

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