Cassazione Penale, Sentenza n. 24967/2023 del 09/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del rigetto dell'istanza di affidamento in prova al servizio sociale; il ricorrente deduceva carenza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, rilevando che il Tribunale aveva concesso solo la detenzione domiciliare (già disposta provvisoriamente per motivi di salute) e non l'affidamento nonostante elementi favorevoli: partecipazione ad attività rieducative, parziale revisione critica del comportamento, parere favorevole dell'U.E.P.E. e la relativa modesta gravità del reato (art. 319 c.p.), nonché la riduzione di pena per liberazione anticipata concessa nel frattempo.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia motivato in modo congruo il diniego dell'affidamento in prova, concedendo comunque la detenzione domiciliare per le precarie condizioni di salute. La decisione è stata fondata sul principio della progressione trattamentale: benché emersi elementi positivi, il Tribunale ha valutato la sussistenza di scarsa critica del ricorrente rispetto al reato e la necessità di un percorso graduale verso i benefici penitenziari, anche in relazione alla gravità del reato e alla lunga pena residua. L'omessa citazione esplicita della relazione dell'U.E.P.E. non è stata ritenuta carenza motivazionale rilevante, dato che dal contenuto emergeva comunque una sottovalutazione del fatto; inoltre la misura alternativa generica suggerita dall'U.E.P.E. è stata sostanzialmente accordata nella forma della detenzione domiciliare. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Indica il titolo di reato per il quale il ricorrente è stato condannato; la gravità del reato è stata considerata dal Tribunale come elemento rilevante nel valutare la gradualità nell'accesso ai benefici
art. 47-ter, comma 1 Ordinamento penitenziario
Norma richiamata a fondamento della concessione della detenzione domiciliare per ragioni di salute; applicata per giustificare la misura alternativa concessa nella forma domiciliare ma non estesa all'affidamento in prova
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 1, n. 22443 del 17/01/2019, Rv. 276213)
Principio richiamato: il Tribunale di sorveglianza può legittimamente richiedere ulteriori periodi di osservazione e esperimenti premiali prima di accordare misure alternative, anche in presenza di elementi positivi, specie se il reato indica elevata propensione a delinquere o contiguità con ambienti criminali
Massime di principio
- La gravità del reato e la durata della pena residua non possono essere gli unici motivi per negare una misura alternativa, ma possono legittimamente concorrere alla valutazione complessiva quando giustificano la necessità di un percorso progressivo di trattamento
- Il Tribunale di sorveglianza può ritenere necessario un ulteriore periodo di osservazione o esperimenti premiali prima di concedere l'affidamento in prova al servizio sociale, anche se sono emersi elementi positivi nel comportamento del detenuto
- La concessione di una misura alternativa più restrittiva (es. detenzione domiciliare) per motivi di salute non implica automaticamente il diritto all'affidamento in prova; è legittimo modulare i benefici sulla base della valutazione della revisione critica della condotta
- Il parere favorevole dell'U.E.P.E. è elemento rilevante ma non vincolante: la sua mancata menzione esplicita non determina necessariamente vizio motivazionale se dal contenuto emerge che il detenuto non ha mostrato sufficiente autocritica
- Nelle istanze di misure alternative è determinante dimostrare una concreta e documentata revisione critica della condotta e partecipazione a percorsi rieducativi che abbiano effettivamente prodotto cambiamento, non soltanto attività formali
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