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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37863/2024 del 15/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava il difetto di motivazione della sentenza in relazione alla determinazione del "reato più grave" e dell'aumento per la continuazione: il Giudice di pace aveva indicato genericamente quale fosse la violazione più grave senza specificare quale delle due sentenze (quella di Pistoia o quella di Lucca) fosse considerata tale, e aveva operato un unico aumento di euro 5.000 senza calcolare e motivare le maggiorazioni in modo distinto per ciascun reato satellite, creando incongruenza tra motivazione e dispositivo e mancanza dei criteri adottati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso (parzialmente) ritenendolo fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio per un nuovo esame al Giudice di pace di Pistoia in diversa persona fisica, affinché venga indicato esplicitamente il reato ritenuto piu' grave, fissata la pena base e calcolati e motivati distintamente gli aumenti pena per ciascun reato satellite, in coerenza con la giurisprudenza di legittimità richiamata.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Applicato in tema di continuazione: il giudice deve individuare il reato piu' grave, stabilire la pena base e motivare i criteri usati per la determinazione dell'aumento complessivo, calcolando e motivando l'aumento distintamente per ciascun reato satellite

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (norme sull'immigrazione)

    art. 10-bis; art. 14, commi 5-ter e 5-quater

    Fattispecie sostanziali contestate al ricorrente; la Corte non discute la qualificazione dei reati ma prende atto che sono stati giudicati in più sentenze e che la continuazione tra essi deve essere motivata ai fini della determinazione della pena

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021; Sez. U, n. 25939 del 28/02/2013, Rv. 255347

    Principio consolidato secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare in astratto il reato piu' grave (anche mediante confronto delle pene edittali e delle circostanze) e motivare separatamente l'aumento di pena applicato per ciascun reato satellite

Massime di principio

  • Quando si applica la continuazione (art. 81 c.p.) il giudice deve: indicare quale sia il reato piu' grave, fissare la pena base per quel reato e motivare in modo distinto e quantificato l'aumento di pena per ciascun reato satellite
  • La sola affermazione generica di un "reato piu' grave" o di un aumento unico senza la specifica quantificazione e motivazione per i singoli reati rende il trattamento sanzionatorio suscettibile di annullamento e rinvio
  • Per la scelta del reato piu' grave il criterio astratto è la comparazione delle pene edittali e delle circostanze concrete in cui i singoli reati si sono consumati; tale confronto deve emergere esplicitamente nella motivazione
  • In caso di impugnazione difensiva, è efficace denunciare il vizio motivazionale se la decisione non esplicita i criteri e i calcoli che hanno portato all'aumento complessivo della pena
  • Per il giudice di merito: redigere la motivazione in modo trasparente e computazionale (pena base + aumenti distinti) evita annullamenti parziali e rinvii

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