Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37752/2024 del 15/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Roma dell'08/02/2024 che aveva riconosciuto a Balilla Enrico il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione per il periodo 22/02/2011 - 29/07/2011 in relazione a un procedimento in cui erano contestati reati di lesioni al suocero e tentato omicidio poi derubricato in lesioni colpose e conclusosi con sentenza di non doversi procedere per mancanza di querela. Il Ministero deduceva vizio di violazione di legge (art. 314 c.p.p.) e sosteneva che la Corte territoriale aveva omesso di considerare come ostativa alla riparazione la condotta aggressiva ammessa dall'imputato (aver percosso il suocero) e altri elementi (coabitazione, forte conflittualità) idonei ad ingenerare l'apparenza della necessità di una misura cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo esame. La Suprema Corte ha ritenuto sussistente un vizio motivazionale: la Corte territoriale non ha adeguatamente spiegato perché la condotta violenta ammessa non fosse ostativa alla riparazione e non ha verificato se la derubricazione sia dipesa dalla diversa valutazione degli stessi elementi in possesso del giudice della cautela (caso in cui opera la regola delle Sezioni Unite D'Ambrosio) o dall'acquisizione di nuovi elementi probatori nel corso del giudizio. Perciò la decisione favorevole al riconoscimento della riparazione è stata annullata e la controversia rimessa al giudice di merito per nuovo esame; la Corte di legittimità ha rimesso anche la regolamentazione delle spese tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente come norma violata nel motivo di cassazione; la Corte ha esaminato la questione più in termini di principio sulla riparazione e condotte ostative che possono escludere il diritto.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina delle condizioni di applicabilità delle misure cautelari; richiamato per valutare se la misura sia stata adottata in presenza o meno dei presupposti richiesti.

  • art. 280 cod. proc. pen.

    Richiamato insieme all'art. 273 come parte del quadro normativo cui attenersi nella valutazione dell'applicabilità delle misure cautelari.

  • Sez. U, n. 32383 del 27/05/2010, D'Ambrosio

    tale operatività non può peraltro concretamente esplicarsi, in forza del meccanismo causale che governa la condizione stessa, nei casi in cui l'accertamento dell'insussistenza ab origine delle condizioni di applicabilità della misura custodiale avvenga sulla base degli stessi precisi elementi che aveva a disposizione il giudice del provvedimento della cautela, e in ragione esclusivamente di una loro diversa valutazione

    Principio secondo cui la condotta ostativa non opera quando l'insussistenza originaria della misura emerge per una diversa valutazione degli stessi elementi già disponibili al giudice della cautela; è necessario distinguere tra derubricazione dovuta a nuova prova e derubricazione dovuta a diversa valutazione.

  • Sez. 4, n. 29340 del 22/05/2018, Gallace

    Riferimento giurisprudenziale che considera possibile la riparazione per ingiusta detenzione in ipotesi di derubricazione (cd. "ingiustizia formale").

  • Sez. 4, n. 39535 del 29/05/2014, Scalise

    Precedente richiamato a supporto dell'orientamento secondo cui la riparazione è riconoscibile in casi di derubricazione che escluderebbero la misura cautelare.

  • Sez. U., 26/06/2002, n.34559

    Richiamata per il principio che il giudice della riparazione deve motivare su fatti concreti e precisi, valutando la condotta del richiedente ex ante per stabilire se abbia creato la falsa apparenza della necessità dell'intervento giudiziario.

Massime di principio

  • La riparazione per ingiusta detenzione è ammissibile anche in caso di derubricazione del reato ("ingiustizia formale"), ma non automaticamente: va valutata l'eventuale condotta ostativa del detenuto che abbia creato l'apparenza della necessità di intervento dell'autorità.
  • Il giudice della riparazione deve effettuare una valutazione ex ante, fondata su fatti concreti e precisi, diversa e autonoma rispetto alla motivazione del processo penale di merito; non si tratta di accertare reati, ma se la condotta del richiedente abbia ingenerato la falsa apparenza della configurabilità del reato.
  • Occorre distinguere se la derubricazione sia avvenuta per una diversa valutazione degli stessi elementi che erano giaà in possesso del giudice della cautela (in tal caso opera la regola delle Sezioni Unite D'Ambrosio e la condotta ostativa puoò escludere la riparazione) oppure per acquisizione di nuovi elementi probatori nel corso del giudizio (in tal caso il diritto alla riparazione va maggiormente preso in considerazione).
  • Condotte violente o comportamenti che, secondo il parametro dell'"id quod plerumque accidit", creano una situazione di allarme e rendono prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria (es. percosse, convivenza con la vittima in contesto di forti tensioni) sono elementi seriamente idonei a costituire un ostacolo al riconoscimento della riparazione.
  • La mancata o insufficiente motivazione del giudice di merito circa la non ostatività della condotta del richiedente o l'assenza di una verifica sulla natura della derubricazione comporta il rischio di annullamento in Cassazione e rinvio per nuovo esame.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.