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Ordinanza

Ordinanza n. 2/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, e previo accertamento della proprietà ed effettiva consistenza del mapp.381, fg. 4, NCEU di Cedegolo, - dell'ordinanza di demolizione e rimessione in pristino per rimozione opera abusiva ai sensi dell'art. 35 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. n.47/2025 prot. 7089 del 5.11.2025 (doc. 15); - della diffida di demolizione e rimessione in pristino per rimozione opera abusiva ai sensi dell'art. 35 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. n.47/2025 prot. 6343 dell'1.10.2025 (doc. 13);

Giustizia amministrativa202501582

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimessione in pristino e precedente diffida relativi a un muro abusivo, adottate ai sensi dell'art. 35 d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare e previo accertamento della proprietà e dell'effettiva consistenza catastale del mappale interessato, l'ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino e la precedente diffida aventi a oggetto la rimozione di un'opera abusiva ai sensi dell'art. 35 d.P.R. 380/2001. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone analiticamente i motivi di illegittimità dedotti né formula una compiuta valutazione del fumus boni iuris. In udienza la difesa del ricorrente ha fornito chiarimenti in fatto; il Tribunale ha ritenuto non necessari ulteriori approfondimenti istruttori nella fase cautelare.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ravvisando il periculum in mora in ragione della natura dei provvedimenti impugnati e dell'esigenza di giungere alla decisione di merito con la situazione ancora integra. Ha quindi sospeso l'esecuzione della diffida e dell'ordinanza di demolizione, precisando che il muro, non ancora completato, deve permanere nello stato attuale: la sospensione non consente pertanto l'ultimazione dei lavori. Ogni valutazione sulle questioni di rito e di merito è stata espressamente riservata alla fase decisoria. È stata fissata l'udienza pubblica del 28 ottobre 2026 e sono state compensate le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    È la disposizione indicata dall’amministrazione quale base normativa della diffida e dell’ordinanza di demolizione e rimessione in pristino dell’opera abusiva; l’ordinanza cautelare non ne interpreta compiutamente i presupposti.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della domanda e della decisione cautelare; il Tribunale ha disposto la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando l’esecuzione di provvedimenti edilizi demolitori può modificare irreversibilmente la situazione materiale, il giudice può sospenderne l’efficacia per consentire la decisione di merito re adhuc integra, anche riservando ogni valutazione di rito e di merito.
  • La sospensione cautelare di un provvedimento relativo a un’opera edilizia non ancora completata può essere accompagnata dall’ordine di conservare l’opera nello stato esistente, con conseguente divieto di ultimazione dei lavori fino alla decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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