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Sentenza

Sentenza del 25/02/2016 n. 1058 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IMPOSTA DI REGISTRO - ART. 20 DEL D.P.R. N. 131/1986 - Natura antielusiva - Non sussiste - Ragione - Applicazione dell'art. 10bis dello Statuto alle fattispecie elusive - Rileva.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda l'interpretazione dell'art. 20 del D.P.R. n. 131/1986 in materia di imposta di registro. Il punto centrale è stabilire se tale disposizione consenta all'Amministrazione di considerare unitariamente una concatenazione di atti distinti e di riqualificarla in funzione di un risultato economico complessivo, con finalità antielusive. La sentenza esclude questa possibilità, ritenendo che l'art. 20 sia destinato alla tassazione del singolo atto secondo la sua natura ed effetti giuridici, senza attribuirgli una generale funzione antielusiva.

La decisione

La pretesa fondata sull'utilizzo dell'art. 20 del D.P.R. n. 131/1986 come norma antielusiva non è stata ritenuta corretta. Per contrastare operazioni abusive o elusive realizzate mediante più atti collegati deve essere applicato l'art. 10-bis della Legge n. 212/2000, che prevede una disciplina generale dell'abuso del diritto e richiede il rispetto delle relative garanzie procedimentali. La mancata abrogazione dell'art. 20, a differenza dell'espressa abrogazione dell'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, è stata interpretata come conferma della sua natura non antielusiva.

Norme richiamate

  • Art. 20 del D.P.R. n. 131/1986

    È una norma finalizzata alla tassazione del singolo atto di registro secondo la sua natura e i suoi effetti giuridici. Non può essere utilizzata autonomamente per riqualificare, in chiave antielusiva, una pluralità di atti distinti e collegati.

  • Art. 10-bis della Legge n. 212/2000, Statuto dei diritti del contribuente

    Costituisce la disciplina generale dell'abuso del diritto e dell'elusione fiscale. Le contestazioni relative a operazioni composte da più atti e potenzialmente prive di sostanza economica devono essere fondate su questa disposizione e rispettare le garanzie procedimentali previste.

  • Art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973

    La sua abrogazione espressa contestualmente all'introduzione dell'art. 10-bis, contrapposta alla mancata abrogazione dell'art. 20 del D.P.R. n. 131/1986, è stata considerata indice della volontà legislativa di non attribuire all'art. 20 una funzione antielusiva generale.

Massime di principio

  • L'art. 20 del D.P.R. n. 131/1986 va utilizzato per interpretare e tassare il singolo atto, non per combinare più atti autonomi allo scopo di individuare un diverso risultato economico complessivo.
  • Quando l'Amministrazione contesta una sequenza di operazioni come abusiva o elusiva, deve fare riferimento all'art. 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente e rispettarne i presupposti e le garanzie procedimentali.
  • La riqualificazione fiscale non può basarsi soltanto sul risultato economico perseguito o sul collegamento tra più negozi, se manca una specifica applicazione della disciplina generale sull'abuso del diritto.
  • La mancata abrogazione di una norma non dimostra necessariamente che essa abbia una funzione antielusiva: nel caso esaminato, l'art. 20 conserva una funzione interpretativa e impositiva riferita al singolo atto.

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