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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28887/2022 del 05/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (agente riscossione)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione di un estratto di ruolo e delle cartelle di pagamento ad esso sottese relative alla tassa automobilistica per gli anni 2010 e 2011. Il giudice di primo grado aveva rigettato il ricorso ritenendo rituale la notifica delle cartelle; la Commissione tributaria regionale aveva confermato, affermando che la regolare notifica delle cartelle impediva l'impugnazione dell'estratto di ruolo. In cassazione il contribuente ha proposto un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia su un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, cioè la prescrizione del credito iscritto a ruolo e contenuto nelle cartelle richiamate negli estratti di ruolo, sostenendo che le cartelle per bollo auto erano state notificate oltre il termine triennale.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso. Ha osservato che la regolarità della notifica delle cartelle, risultante anche dalla sentenza impugnata, escludeva il vizio di omessa pronuncia, poiché tale vizio richiede l'assoluta mancanza di un provvedimento indispensabile alla decisione, non bastando la mancata espressa confutazione di una tesi quando la decisione adottata sia incompatibile con la sua accoglienza. Ha inoltre rilevato che la CTR aveva comunque dato conto, nella parte in fatto, della contestazione sulla prescrizione, manifestando di averla conosciuta e implicitamente respinta. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna del ricorrente alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di omessa pronuncia è infondata quando il giudice di merito abbia deciso in modo incompatibile con la domanda o eccezione dedotta, anche senza una specifica confutazione espressa.

  • art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5

    La deduzione del vizio di omessa pronuncia e della violazione di legge è stata scrutinata nell'ambito dei motivi di ricorso per cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Richiamato quale base del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il vizio di omessa pronuncia sussiste solo quando manchi del tutto una decisione sul punto decisivo; non è configurabile se la sentenza, pur senza una confutazione espressa, contenga una statuizione logicamente incompatibile con l'accoglimento della tesi non esaminata.
  • Il giudice di merito non è tenuto a confutare analiticamente tutte le deduzioni di parte, essendo sufficiente una motivazione che mostri di aver considerato la questione e di aver fondato la decisione su elementi ritenuti sufficienti.
  • Quando la regolare notifica delle cartelle è incontestata e la decisione di merito la pone a base del rigetto, la deduzione di un'omessa pronuncia sulla prescrizione non può fondarsi sulla sola mancanza di un'espressa risposta, se la statuizione adottata implica il rigetto anche di tale eccezione.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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