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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18935/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva negato l'applicazione della disciplina della continuazione tra le condanne per omicidio del 21/07/2008 e per detenzione/porto illegale di armi del 23/11/2012. Il ricorrente sosteneva che le armi fossero parte dello stesso arsenale e che la condotta fosse riconducibile alla sua partecipazione al clan Capriati sin dal 2005, con conseguente identità del "disegno criminoso"; eccepiva inoltre violazione delle norme sul cumulo e sui limiti del ricorso per cassazione

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per mancata specificità: le censure del ricorrente erano ritenute assertive e prive di riferimenti probatori idonei a scardinare le argomentazioni dettagliate del giudice dell'esecuzione. È stato richiamato il principio secondo cui il giudice dell'esecuzione può valorizzare solo gli accertamenti desumibili dalle sentenze definitive (art. 186 disp. att. c.p.p.) e che la continuazione richiede l'accertamento di un "disegno criminoso" unitario e concreto, non meramente la collocazione dei reati in un contesto associativo. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • art. 186 disp. att. cod. proc. pen.

    Il giudice dell'esecuzione deve valutare la continuazione sulla base degli accertamenti contenuti nelle sentenze definitive, non può fondare la decisione su accertamenti di fatto tratti direttamente da atti d'indagine di altro procedimento

  • art. 81 cod. pen.

    Norma relativa al cumulo delle pene; richiamata in riferimento alla dedotta violazione per mancata qualificazione della continuità, ma il vizio non è stato ritenuto provato

  • artt. 671, 178, 125 cod. proc. pen.

    Norme relative ai mezzi di impugnazione e alla motivazione; richiamate nel motivo di ricorso ma il vizio formale/sostanziale non è stato dimostrato con specificità

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di specificazione del motivo in cassazione: il ricorso doveva essere articolato nei limiti richiesti, il mancato rispetto ha contribuito all'inammissibilità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e a somme in favore della Cassa delle Ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità; applicata per imporre il pagamento di euro 3.000,00

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n. 137 conv. con l. 18/12/2020 n. 176

    Norma richiamata per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; procedimento formale rispettato

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve fondare la valutazione della continuazione esclusivamente sugli accertamenti contenuti nelle sentenze definitive, non su fatti desunti da atti d'indagine non definitivi
  • La continuazione richiede l'esistenza di un "disegno criminoso" unitario e concreto (programmazione e deliberazione iniziale) e non può essere automaticamente ricondotta alla mera partecipazione ad un contesto associativo o alla pericolosità personale
  • La semplice vicinanza temporale o il fatto che armi siano state successivamente sequestrate non sono di per sé sufficienti a provare l'identità del progetto criminoso senza riferimenti probatori oggettivi e specifici
  • Le decisioni non definitive o gli atti cautelari che valorizzano pregresse condotte per motivi di pericolosità non sostituiscono la prova necessaria per accertare la continuazione in executivis
  • In cassazione i motivi devono essere specifici e ancorati a elementi probatori o a censure precise della ratio decidendi; deduzioni generiche o assertive rischiano l'inammissibilità
  • Nel valutare richieste analoghe, è necessario documentare chiaramente l'epoca e la natura dell'adesione ad eventuali sodalizi e l'esistenza di un progetto criminoso comune che abbia guidato le condotte successive

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