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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09367/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato la decisione di merito, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Perugia che aveva confermato la condanna pronunciata dal G.U.P. del Tribunale di Terni per il reato di guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti. Nel ricorso ha denunciato l'illogicità della motivazione, sostenendo che egli avrebbe ripreso la guida solo dopo essersi fermato e su indicazione del personale intervenuto, e che il consumo di cannabis e di una pastiglia di ecstasy sarebbe avvenuto solo successivamente all'arresto della marcia. La Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché meramente riproduttiva di questioni già esaminate e disattese nei gradi di merito, oltre che non correlata alle reali ragioni della decisione impugnata.

Norme richiamate

  • art. 187 cod. strada

    La disposizione è richiamata come base del reato contestato, relativo alla guida in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti.

  • art. 187 cod. strada

    La Corte richiama, in via analogica, la giurisprudenza relativa alla guida in stato di ebbrezza, affermando che i principi sull'onere probatorio della difesa sono estensibili anche alla guida dopo assunzione di stupefacenti.

  • art. 616 c.p.p.

    La condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende consegue alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli

    I motivi di ricorso sono inammissibili quando non hanno la necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato.

  • Sez. 4, n. 4931 del 23/01/2024, Bonato

    A fronte di plurimi elementi indiziari di guida in stato di alterazione, grava sull'imputato l'onere di introdurre elementi a sostegno della tesi difensiva alternativa.

  • Sez. 4, n. 21057 del 25/01/2018, Ferrara

    La nozione di circolazione comprende anche la fase della 'fermata', che non interrompe la rilevanza della condotta di guida.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo che si limiti a riproporre censure già esaminate e disattese in modo congruo dai giudici di merito, senza confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • L'impugnazione per cassazione deve avere una correlazione effettiva con le ragioni della decisione: non è sufficiente criticare passaggi incidentali o marginali della motivazione, dovendo essere aggredito il nucleo argomentativo posto a fondamento del provvedimento.
  • In presenza di un quadro indiziario che deponga per la guida in stato di alterazione, spetta alla difesa fornire elementi concreti idonei a sostenere l'alternativa ricostruzione dei fatti, ad esempio l'assenza di guida o la successiva assunzione della sostanza.
  • Ai fini della fattispecie di guida dopo assunzione di stupefacenti, la fase della fermata può rientrare nella circolazione stradale e non esclude di per sé la rilevanza della condotta contestata.

Come è indicizzato

MaterieGuida sotto effetto di stupefacentiImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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