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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18644/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva che il reato era estinto per intervenuta remissione di querela. In particolare è stata depositata una remissione di querela in data 13.11.2025 resa da Paolo Caridi dinanzi ai Carabinieri della Stazione Torino Monviso e la relativa accettazione da parte di Nigro Antonella Valeria nella stessa data. Si rilevava che il delitto contestato (lesioni colpose ex art. 590, comma 1 c.p.) è procedibile a querela e dunque la remissione avrebbe estinto l'azione penale anche se intervenuta dopo la sentenza di merito, durante il giudizio di cassazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha preso atto della remissione di querela e della sua accettazione. Applicando il principio secondo cui la remissione intervenuta nel corso del giudizio di cassazione estingue il reato e determina la caducazione delle statuizioni civili connesse, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha inoltre disposto la caducazione delle statuizioni civili correlate al reato estinto e ha condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali, ponendo le spese a carico del querelato in base all'art. 340, comma 4, c.p.p. (decisione resa il 16 aprile 2026).

Norme richiamate

  • art. 590, comma 1, cod. pen.

    Il delitto di lesioni colpose è procedibile a querela di parte; perciò la remissione della querela da parte della persona offesa è idonea a estinguere l'azione penale relativa a tale reato.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata per giustificare l'addebito delle spese processuali al querelato (imputata) in relazione all'estinzione del reato per remissione di querela.

  • Sez. 2, n. 41441 del 25/11/2025, Rv. 288997

    Precedente della giurisprudenza che afferma che la remissione di querela intervenuta nel corso del giudizio di cassazione determina l'estinzione del reato e la caducazione delle statuizioni civili correlate, anche se sussiste una causa di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La remissione di querela estingue il reato procedibile a querela anche se intervenuta durante il giudizio di cassazione, e comporta la caducazione delle statuizioni civili connesse al reato estinto.
  • Per essere efficace la remissione di querela deve essere resa con la ritualità prevista (resoconto davanti all'autorità competente) e, quando richiesto, essere accettata dall'imputato; la presenza di tali atti va verificata documentalmente.
  • Se il reato è estinto per remissione di querela, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio perché viene meno l'oggetto dell'azione penale.
  • L'intervenuta remissione di querela è rilevante indipendentemente dall'eventuale inammissibilità del ricorso per cassazione: la cessazione dell'azione penale prevale sulla vicenda processuale di impugnazione.
  • L'estinzione del reato causa la caducazione delle statuizioni civili pronunciate in sede penale: le questioni risarcitorie devono essere, se necessario, rimesse al giudice civile secondo le regole ordinarie.
  • Occorre controllare i termini e le modalità temporali della remissione: la data in cui la remissione è resa e quella della sua accettazione possono determinare l'efficacia estintiva rispetto alle fasi processuali.
  • In casi simili, valutare anche l'eventuale applicazione delle norme sulle spese processuali (es. art. 340 c.p.p.) per comprendere chi sarà gravato dei costi una volta estinto il reato.

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